
Ciao Barry, la prima cosa che viene da dire ascoltando Love Bombing è che questo è un disco che non cerca scorciatoie. E oggi non è poco.
Ci sono momenti, come in “Uguale all’altra”, dove quel basso martellante sembra voler rompere davvero qualcosa. Non solo musicalmente, ma emotivamente.
E poi c’è “Atomi”, con quell’intuizione bellissima in cui “Atomi” diventano “Ti amo”. È una trovata semplice, ma potente. Fa pensare a quanto spesso le cose più importanti siano nascoste sotto altre forme.
Il disco, in generale, dà la sensazione di essere stato vissuto prima ancora che scritto. A tratti ricorda certe atmosfere dei primi Afterhours, quando la fragilità non era un limite ma una risorsa.
Una piccola critica, se proprio bisogna trovarla, riguarda alcuni passaggi dove la ricerca sonora sembra prendere il sopravvento sull’immediatezza emotiva. Non sempre serve costruire così tanto.
Ma resta un lavoro che ha qualcosa da dire. E soprattutto, qualcosa da lasciare.








