Strangers è il nuovo ep di Gintsugi, uscito venerdì 9 ottobre per le etichette NOS records e Beautiful Losers records. Il progetto fa capo a Luna Paese, cantante, polistrumentista e produttrice italiana che vive in Francia, ed è il terzo capitolo di una discografia che comprende l’ep d’esordio omonimo, prodotto da Victor Van Vugt (già al lavoro con Nick Cave e Beth Orton), e l’album The Elephant in the Room, pubblicato nel 2023.
Il disco è stato concepito e registrato tra Italia e Francia. Quattro brani su cinque sono stati prodotti da Maurizio Sarnicola ai Goldmine Studios, nelle campagne del Cilento; il quinto è nato dalla collaborazione con l’artista francese FAV. Il tema che li unisce è l’alterità: la figura dello straniero, che può essere uno sconosciuto incontrato per caso o una parte di sé con cui non si fanno volentieri i conti. Sul piano sonoro l’ep si allontana dalle composizioni precedenti, molto centrate sul pianoforte, e lavora su un intreccio di elettronica e strumenti analogici.
La tracklist:
Stranger (3:40). Il singolo che ha anticipato l’ep ad aprile, registrato in analogico. Una marcia cadenzata e ipnotica che racconta una visita notturna inattesa, con un avvertimento esplicito nel testo: “Don’t mess with me”. Era accompagnato da un lyric video.
Ton Miroir (3:55). In francese. Si apre su una melodia di pianoforte, attraversa una seconda parte più cupa e tesa e torna infine alla delicatezza iniziale. Batteria aggiuntiva di Vadim Bernard.
Oh my kid (2:59). In inglese. Comincia con un coro a cappella, poi entrano l’elettronica e i glitch, che a poco a poco prendono il sopravvento. Anche qui suona Vadim Bernard.
The Gift (3:25). Pianoforte e malinconia in apertura, poi un’evoluzione verso atmosfere più ariose ed eteree. È la traccia in cui il legame con i lavori precedenti, costruiti attorno al pianoforte, si avverte di più.
Battlefield (3:14). Scritto con FAV, che lo ha anche prodotto e arrangiato. È il brano più ritmato e più apertamente pop del disco, e quello che segna la svolta dell’ep.
Nei crediti, oltre a Sarnicola (che nei primi quattro brani suona synth bass, chitarra e drum machine), compare la fotografa Sonia Martina, autrice dell’artwork. Martina lavora interamente in analogico e aveva già firmato la copertina del singolo Stranger: per l’ep ha tradotto in fotografia l’idea di un’identità che si moltiplica.
L’ep ha avuto attenzione anche all’estero. Il webzine statunitense EARMILK, con una recensione firmata da Natalie Patrick, ha indicato The Gift come il cuore del disco e ne ha sottolineato il legame con il kintsugi; Blazemuse, con la firma di Emily Field, lo ha definito un lavoro coeso e atmosferico.
Nel complesso Strangers conferma un percorso coerente e allo stesso tempo mostra un’artista disposta a cambiare. Il passaggio da un suono intimo e pianistico a una produzione più ricca è riuscito, e le cinque tracce, pur nella loro brevità, compongono un lavoro con un’identità precisa. L’uscita sarà accompagnata da un tour europeo che toccherà Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera.








