Dosonliri

Dentro Iena, il lato notturno e scomodo del rock dei Dosonliri

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L’uscita di Iena offre l’occasione per osservare da vicino l’evoluzione dei Dosonliri, band laziale che negli ultimi anni ha costruito un’identità riconoscibile all’interno dell’alternative rock italiano. Il singolo si presenta come un concentrato di energia e consapevolezza, capace di tenere insieme urgenza sonora e riflessione simbolica.

Il brano nasce da un’immagine semplice ma potente: la iena come archetipo del predatore disprezzato, costretto a vivere ai margini. Questa figura diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’invisibilità sociale e sulla necessità di adattarsi a un contesto ostile. Il testo sceglie una lingua diretta, priva di compiacimenti, che lascia emergere una fragilità trattenuta più che dichiarata.

Musicalmente, Iena punta su un impianto essenziale e compatto. La produzione di Luca Alfiero accompagna la band verso un suono asciutto, in cui la distorsione assume un ruolo centrale senza mai risultare ridondante. La velocità del brano e la sua struttura serrata contribuiscono a creare una tensione costante, coerente con il messaggio espresso.

Il videoclip amplia ulteriormente l’universo del singolo. L’approccio visivo di Marco Malasorte, influenzato dal cinema di genere, lavora su atmosfere e simboli, mentre la presenza di Arianna Bonardi introduce una dimensione performativa che rafforza il racconto.

Iena si inserisce così come un tassello significativo nel percorso dei Dosonliri, confermando una scrittura che sceglie di confrontarsi apertamente con le proprie ombre.