I VENDRAME BURRO I GRANDI SUCCESSI VOL. I RIMASTERIZZATO MEGLIO

Vendrame – Burro: il malcomplesso non si rimasterizza

Rimettere mano a un disco del 2020 nel 2026 potrebbe sembrare un’operazione nostalgica. Con i Vendrame, naturalmente, non poteva esserlo. “Burro – I Grandi Successi Vol. I Rimasterizzato Meglio” torna oggi con una nuova veste sonora, ma soprattutto torna come una perfetta vendramata: un disco che prende in giro anche il modo in cui la musica viene consumata, archiviata e rapidamente dichiarata “vecchia”.

“Burro” è già tutto quello che i Vendrame sarebbero diventati dopo: rock, punk, reggae, cantautorato, deviazioni improvvise e una scrittura che sembra avere poca voglia di scegliere una direzione quando può percorrerle tutte contemporaneamente. Ma ridurre il disco alla sua componente demenziale sarebbe un errore. Il “malcomplesso” della band nasce proprio dal cortocircuito tra il ridicolo e qualcosa di molto più umano: frustrazioni, ego, fallimenti, talenti sprecati, desiderio di essere qualcuno e consapevolezza di non esserlo necessariamente.

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La cosa più interessante è che i Vendrame non cercano quasi mai di accompagnare l’ascoltatore verso la battuta. Non c’è il classico momento in cui la canzone ti fa capire “adesso devi ridere”. L’assurdo viene trattato con una serietà quasi maniacale, e proprio per questo diventa più efficace. Può capitare di ridere, di rimanere perplessi o di chiedersi semplicemente che cosa sia appena successo. Spesso le tre cose arrivano insieme.

Anche musicalmente “Burro” funziona secondo questa logica. Le influenze non vengono utilizzate per costruire un’identità rassicurante, ma per creare attrito: la band ha raccontato il proprio percorso come una sorta di meridiana capace di andare da Raul Casadei ai Dream Theater, con ogni brano costruito attraverso una vera e propria ossessione per il dettaglio. È un approccio che rende il disco volutamente sproporzionato, pieno di deviazioni e apparentemente incapace di stare fermo.

E poi ci sono i dettagli, quelli che trasformano “Burro” da semplice raccolta di canzoni in un piccolo universo autonomo. La gestazione è durata oltre cinque anni, dal 2015 alla pubblicazione del 2020, e anche in studio la band sembra aver applicato alla perfezione la propria filosofia: prendere sul serio anche la cosa più assurda, fino a renderla parte integrante della musica.

Sei anni dopo, quindi, “Burro” non ha bisogno di essere reso più attuale. Anzi, la sua forza sta proprio nel continuare a essere scomodo, eccessivo e poco disposto a spiegarsi. La rimasterizzazione ne migliora il presente, ma non corregge quello che i Vendrame chiamano “malcomplesso”: perché quello, evidentemente, non è un difetto tecnico. È il progetto.

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