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controluce dei sokind: dieci canzoni senza troppi fronzoli

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Trentadue minuti e mezzo per dieci canzoni. controluce, il primo album dei sokind, è un disco che va dritto e non si perde in lungaggini: nessun brano arriva ai quattro minuti e il più breve, “Controvento”, si ferma a 2:49. Il duo vicentino, attivo dal 2023, arriva a questo esordio dopo alcune uscite in inglese e qui passa per la prima volta all’italiano. 

Il motivo lo spiegano i diretti interessati: Massimiliano Lorenzin, che scrive e canta, nella propria lingua riesce a essere più preciso. Lorenzo Milan si occupa della produzione, anche se nel lavoro quotidiano i ruoli si mescolano parecchio.

Il suono parte dall’elettronica e va incontro alla canzone italiana. I temi sono quelli delle relazioni, intese in senso ampio, e di ciò che succede quando finiscono o cambiano forma. È lo stesso duo a riassumere il disco in una frase: «dieci canzoni su relazioni, assenze, identità e sul modo in cui cambiano le cose quando un legame finisce o prende una forma diversa».

Tre pezzi per entrare nell’album.

“Fantasmi” è la traccia più nervosa, con un’elettronica più spinta e un beat che corre. Il testo però va nella direzione opposta alla fretta: parla di chi non sa ancora chi è e decide che per ora va bene così, che non tutto deve avere subito una forma. “Se mi perdo non è una fine / è solo il modo in cui torno a sentire”.

“Sale nell’acqua” è il racconto di una storia che si è consumata senza un momento preciso di rottura. Il ritornello ripete “va bene così” e trova nella ripetizione una specie di pace. Il pezzo è breve, sotto i tre minuti, e ha un passo più ritmato che lo fa scorrere veloce.

“Ricordi” chiude il disco ed è il brano più intimo. È dedicato alla migliore amica di Massimiliano, che aveva perso da poco la nonna, e racconta il lutto attraverso le cose di ogni giorno: una stanza, una finestra socchiusa, i rumori del condominio, un messaggio senza risposta che non si riesce a cancellare.

Il resto della tracklist comprende “Respirare”, “Neve”, “Lontano da te”, “Temporale”, “Errori ben riusciti”, “Controvento” e “Allora ciao”. Ogni brano parte da una situazione diversa e l’album non segue una storia unica, anche se i temi si richiamano spesso da una traccia all’altra. Molti testi partono da esperienze reali, poi riscritte durante il lavoro in studio.

Un’ultima nota riguarda il metodo. I sokind fanno tutto da soli, dalla scrittura al master, e hanno realizzato internamente anche artwork, fotografie e dieci Official Visual, girati nello stesso set con la camera fissa. È un disco compatto e ben rifinito, adatto a chi cerca un pop elettronico in italiano che parli di sentimenti senza alzare la voce.

sokind
Massimiliano Lorenzin e Lorenzo Milan, Vicenza. Canzone italiana ed elettronica, dal 2023.