D’Iuorno arriva alla pubblicazione di “Verità” dopo un percorso lungo e articolato che lo ha visto attraversare momenti molto diversi della propria vita artistica e personale. Dall’esordio con Ho capito abbastanza alla collaborazione con Giorgio Canali, passando per SS223 e i singoli pubblicati negli ultimi anni, il cantautore fiorentino ha progressivamente costruito una scrittura riconoscibile, capace di muoversi tra rock, racconto e osservazione del quotidiano.
Il nuovo album, disponibile dal 5 giugno 2026, nasce da una necessità profonda. La scomparsa della madre diventa il momento che spinge l’autore a raccogliere e pubblicare canzoni scritte nell’arco di circa un decennio. Il titolo “Verità” sintetizza bene questa operazione: non una verità assoluta, ma quella personale che emerge dalle esperienze vissute.
Ad aprire il disco è una storia di fuga e rinascita. In Stringimi forte, l’amore diventa la possibilità di interrompere un ciclo che sembra destinato a ripetersi. La metafora della giostra accompagna il racconto con naturalezza, sostenuta da un impianto rock essenziale.
L’atmosfera cambia quando arriva La ragazza mia, già nota al pubblico come primo singolo dell’album. Qui D’Iuorno sceglie un approccio più ironico e dinamico, trasformando una vicenda quotidiana in un racconto dal forte impatto ritmico.
Nel cuore del disco trova spazio Verità, brano che dà il titolo all’intero lavoro. Le chitarre costruiscono una cornice western rock mentre il testo segue un percorso di ricerca personale che attraversa dubbi, esperienze e consapevolezze.
Il lato più intimo dell’autore emerge invece in Se mi vuoi bene ridi. Attraverso immagini che oscillano tra realtà e suggestione, il brano costruisce una dimensione raccolta e riflessiva, sostenuta da un pianoforte elettrico che accompagna ogni passaggio con discrezione.
Guardando al rapporto tra passato e presente, Torneranno i CSI propone una riflessione sul carattere ciclico delle mode e delle idee. Non c’è nostalgia celebrativa, ma l’osservazione di un mondo che continua a riproporre gli stessi meccanismi.
La tensione narrativa cresce in Non lo senti che, dove la scrittura si concentra su situazioni di difficoltà e marginalità fino a trasformarsi in un messaggio sociale diretto. Una diversa forma di fragilità attraversa invece Nudi, canzone che parte da un’immagine notturna per raccontare il momento in cui due persone condividono le proprie ferite.
Tra i ricordi sentimentali di Paris e le evasioni immaginate di Un soffio di vento, l’album continua a esplorare differenti aspetti dell’esperienza umana. A chiudere il percorso arriva I love you, episodio minimale e sperimentale che rompe gli equilibri precedenti e mostra una diversa sfaccettatura dell’autore.
“Verità” è un disco che trova la propria forza nella sincerità della scrittura e nella varietà delle storie raccontate. Un lavoro che non cerca di impressionare attraverso la complessità, ma che preferisce affidarsi alla capacità delle canzoni di creare connessioni autentiche con chi ascolta.




