L’uscita di Tratto da una storia vera si colloca in un percorso che Gabriele Centelli, nome d’arte TACØMA, ha costruito con gradualità: dai Platonick Dive, con quattro album e tournée tra Italia, Europa e Stati Uniti, fino a un progetto solista sempre più orientato alla scrittura personale e all’esplorazione di emozioni autentiche. Questo ep raccoglie esperienze e sperimentazioni pregresse, trasformandole in un lavoro essenziale, calibrato e profondamente umano.
Il primo brano, uno strumentale intitolato Ottobre (1988), apre con una malinconia diffusa che pare sospesa tra cielo e terra, suggerendo l’imminenza di un temporale interiore senza anticiparne l’esito. Subito dopo, in Amore Immenso, la scrittura scivola tra elettronica e ritmi intermittenti, alternando accelerazioni e pause che trasmettono la tensione di un sentimento oscillante, senza che il titolo domini subito la narrazione.
Nel cuore dell’ep, Serena si insinua in un’atmosfera più controllata: la nostalgia degli anni Novanta emerge lentamente, e il brano si distende tra elettronica rarefatta e introspezione, dimostrando come la coerenza dell’ep derivi dalla modulazione dei dettagli piuttosto che da schemi rigidi. Mama, prodotta insieme a alto, introduce un registro più confidenziale, dove il brano si sviluppa attraverso una delicatezza quasi impercettibile, come un abbraccio sonoro, e solo verso la fine si riconosce chiaramente il titolo nella frase.
A chiudere il lavoro, Il mio canto blue regala un istante sospeso: la registrazione in presa diretta, voce e chitarra in un’unica take, cattura la fragilità del momento, con gli archi a rinforzare senza invadere. Ogni brano dell’ep è così una fotografia autonoma, che insieme costruisce un racconto coerente e stratificato.
Tratto da una storia vera dimostra che TACØMA sa trasformare brevità e semplicità in tensione emotiva e narrazione musicale, restituendo autenticità senza rinunciare a un suono curato e ponderato.










