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Vacuità dei “Nevecieca”: il rock che ti fa alzare le sopracciglia

Se pensavate che il rock di provincia fosse roba da polvere e nostalgici, i Nevecieca arrivano con Vacuità a farvi ricredere in modo spiazzante. Il loro primo album è come una passeggiata notturna in una città deserta: a tratti silenziosa e malinconica, a tratti sorprendentemente rumorosa, con chitarre che graffiano e batteria che pulsa come se volesse svegliarti dal torpore della routine.

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I testi? Piccoli ritratti generazionali con la precisione di uno sketch comico e la profondità di un diario segreto: parlano di sogni stropicciati, nostalgie di provincia e momenti in cui ti chiedi “ma dove siamo finiti?”. C’è malinconia, sì, ma anche un’ironia sottile che ti fa sorridere nei momenti più cupi.

La band sa giocare con spazi sonori sospesi e attimi di pura energia rock, creando un equilibrio che ti tiene incollato all’ascolto. E se qualche brano sembra prendersi troppo sul serio, va bene: fa parte del fascino di un disco che non cerca applausi facili, ma punti di contatto veri con chi ascolta.

Piccolo spoiler: Vacuità non ti farà saltare dalla sedia a ogni secondo, ma ti catturerà lentamente, pezzo dopo pezzo, fino a che ti sorprenderai a canticchiare melodie che nemmeno sapevi di ricordare. In un mondo dove anche il punk delle Bambole Di Pezza va a Sanremo, i Nevecieca ricordano che la scena underground può ancora fare scintille — senza artifici, ma con un sacco di stile e un pizzico di follia.

https://www.instagram.com/nevecieca_band