
“Miracoli, Catrame” è un album che non si limita a suonare, ma si offre come una galleria di immagini surrealiste e intensamente psicologiche, una mappa fedele del mondo interiore di Mormile. Il tema centrale è esplicito: il rapporto con sé stessi diventa il filtro attraverso cui si percepisce e si racconta il mondo esterno.
Il vero protagonista del disco è lo specchio, sia come elemento fisico (lo troviamo nel Filtro , in In Abito Da Sera , in Fried Chicken , in Marì ), sia come metafora della dissociazione. In brani come “LTMTV” e “MOQUETTE BLU”, l’artista descrive lucidamente il disagio di fare a pugni con l’altra parte di sé, il rumore dei pensieri intrusivi (i cori “isn’t easy” in LTMTV ), e l’impressione di essere in un film. Non è solo malessere, ma il tentativo di esorcizzare il conflitto interiore, di ballare un lento con la propria ombra.
La narrazione di Mormile è efficace perché unisce il disagio esistenziale a un’ironia affilata, creando sfumature intense ma a tratti anche surrealiste. “FRIED CHICKEN” ne è l’esempio più gustoso. È l’inno a un masochismo sano e piacevole, a tutte quelle cose che sappiamo farci male ma che continuiamo a fare per sentirci vivi. È la canzone coraggiosamente imperfetta di chi si prende il piacere di sbagliare, l’urlo liberatorio di un vaffanculo (però gridato) , mischiando la testa alle nuvole.
L’immaginario si sposta poi verso figure salvifiche o ancore di salvezza illusorie. “MARÌ (poltrona in pelle verde)” introduce una figura femminile in grado di distogliere il protagonista dalle trappole mentali. L’immagine iconica della poltrona in pelle verde in un campo minato riassume la dualità dell’album: la ricerca di un confortevole idillio in un contesto di condanna e pericolo. È un rifugio mentale, proprio come quello cercato nella title track.
“MIRACOLI, CATRAME” è infatti la conclusione che lega tutto. È la ricerca di “un posto chiuso a chiave”, un mondo alternativo dove relegare i desideri, bilanciando le due forze motrici della vita dell’autore: i miracoli (la pura ambizione) e il catrame (il più mortificante squallore). L’album di Mormile è un flusso di coscienza che, come le Comic Annate Cosmiche, scivola tra il macro-tempo universale e il micro-tempo delle notti di periferia , un’opera che restituisce spessore sociale e ricerca sonora a un pop che si fa finalmente adulto.










