Con “Marnie”, The Indiependent Drummer racconta una relazione che si ferma, un’energia che cerca il cambiamento. Un pop-rock elegante, profondo, in cui la voce di Cristina Velardita aggiunge forza emotiva. Il progetto solista di Alessandro Nardis è anche un romanzo, una visione narrativa e sonora che sorprende.

Il singolo “Marnie” segna un nuovo capitolo per te. Quali emozioni hai voluto mettere al centro di questo brano?
Musicalmente Marnie è un esperimento: è un brano prevalentemente «pop» confezionato in chiave rock. Nel mio piccolo cerco sempre di produrre qualcosa che soprattutto funzioni per me e che mi possa trasmettere qualche emozione. Se poi incontra e intercetta anche l’attenzione di un pubblico, non può che farmi piacere. Le mie produzioni sono principalmente composizioni semplici, declinate all’interno di una struttura «classica»: strofa, bridge, ritornello. Do sempre molta importanza alla melodia di base e ad un incedere ritmico molto lineare ma strutturalmente «importante». Per quanto riguarda il testo, Marnie parla semplicemente di una stasi all’interno di un rapporto sentimentale.
Com’è stato collaborare con Cristina Velardita alla voce e al testo?
Cristina è una cantautrice formidabile. Ha interpretato magistralmente il brano con un’interpretazione molto sensuale e affascinante. Ha una voce molto riconoscibile e ha dei colori all’interno del suo registro vocale molto interessante. Lei ora vive a Lipari e è sposata con figli. Ci siamo persi di vista ma ho dei bei ricordi riguardo alla sua collaborazione. Il testo era già strutturato e lei lo ha interpretato come fosse suo apportando piccole modifiche.
La canzone parla di relazioni che non evolvono. Credi che la musica possa aiutare a riconoscere quando è il momento di cambiare?
Onestamente a questa domanda non so rispondere. È tutto molto soggettivo.
Hai prodotto interamente il brano. Quanto è importante per te avere il controllo creativo su ogni aspetto?
È fondamentale. Mi piace avere il pieno controllo creativo. Devo sentire che ogni produzione che partorisco sia coerente con il mio percorso. Questo non vuol dire ovviamente che io sia sempre pienamente soddisfatto. Ma so che ogni produzione è quanto di meglio io abbia potuto fare in quel determinato momento storio. A Settembre uscirà un nuovo brano al quale sono legato in modo quasi viscerale e avrà una produzione completamente diversa. Vedremo cosa succederà.
Che rapporto hai con il pop-rock? È un genere che ti rappresenta pienamente in questo momento? Sono un grande fruitore di musica, al di là dei generi. Uso i generi semplicemente per esprimermi e per esprimere una determinata emozione. Per Marnie sentivo che il genere più adatto fosse quello del pop-rock o power-pop. Per il nuovo brano che uscirà a Settembre, mi sono spostato su un genere completamente differente, più «oscuro», che si può definire una sorta di dark-rock.
Oltre al singolo, sta per uscire anche un romanzo ispirato a “Marnie”. Come si integrano musica e narrazione nel tuo progetto? Mi piace ogni tanto fare delle incursioni nella letteratura. Non è il mio primo romanzo, e già in passato ho parlato del mondo dell’indie-Rock in chiave letteraria.








