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Riki Cellini, Canzonissima: “Lasciarsi incantare da balletti, paillettes e ospiti d’onore”

“Mi sono divertito componendo il testo delle strofe di “Canzonissima” con 18 titoli di hit di quei decenni – racconta Riki Cellini in merito al singolo da poco uscito- rievocando immaginari legati a quelle canzoni con un nuovo slancio temporale”. Artista non di primo pelo, l’ultima produzione dell’artista di Bergamo, risale all’inizio dello scorso anno con la pubblicazione di “Niente di nuovo” un album-raccolta che ripercorre con inediti e speciali duetti, 30 anni di musica vissuti con passione, dedizione e autentico entusiasmo.

Con il brano «Canzonissima» hai voluto fotografare un periodo felice non solo del nostro immaginario, Che ricordo conservi o ti sei fatto di quell’immaginario?

Quel periodo l’ho in parte vissuto. Canzonissima era restare svegli un po’ di più la sera, accanto ai grandi, per lasciarsi incantare da balletti, paillettes e ospiti d’onore. Era lo specchio di un’Italia che non c’è più, capace di emozionarsi con le piccole cose, un’Italia che si guardava ancora negli occhi, spensierata ma mai banale, romantica, elegante.

Hai mai scritto una canzone che poi hai cestinato? E se sì, perché?

Sono molto istintivo. Le mie canzoni nascono prima dalle parole, di getto, da emozioni di un momento. In verità non ho mai cestinato niente. Conservo tutto in uno scrigno segreto dove c’è un po’ di tutto.

Come decidi che un brano è pronto per la pubblicazione?

Quando mi fa salire la pelle d’oca, quando mi emoziona e mi dà la carica. Ti sembrerà strano ma mi scende sempre il lacrimone… anche per Canzonissima è accaduto, naturalmente. Vuol dire che mi riconosco, che sono proprio io, immediato, trasparente, vero, senza filtri.

Una cosa bella e una brutta dei social media…

Ah beh… ho scritto una canzone sul tema. Si intitola “Giovani registi”. Vai a sentirla su Spotify…

Ascolta il brano

Open in Spotify

Data la tua esperienza nella musica, come vedi il futuro di queste giovani generazioni?

Sono un citazionista, come potete ben capire. Quindi eccone una dal film Ritorno al futuro: “Penso che non siate ancora pronti per questa musica ma ai vostri figli piacerà”.

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Nextpress

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