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NUOVA INTERVISTA PER HENRY NOVI

Dopo la pubblicazione del suo primo singolo in inglese, esce ora con un nuovo brano scritto in italiano. Abbiamo intervistato Henry Novi, cantautore che inizia sin da piccolo a manifestare la propensione per la e per la danza. In occasione di questo suo ritorno vogliamo saperne un po’ di più dei suoi nuovi progetti…

Ben ritrovato Henry, il tuo esordio nel mondo musicale ha avuto inizio con il brano scritto in inglese intitolato “The best love crime”, ora invece ti presenti con il tuo secondo singolo intitolato “Satellite”, scritto in italiano…Come mai questo cambio di direzione in senso linguistico, si tratta di una necessità dettata dalla musicalità?

Mi ritengo un autore che cresce, che ama e che non ha mai mollato le proprie radici italiane. Scrivo da sempre poesie in italiano ma solo recentemente ho preso la decisione di ispirarmi ad esse per creare musica. L’inglese è una lingua molto musicale e madre di molti stili che in Italia non hanno avuto la stessa risonanza, come il Soul e il Rhythm and Blues. Per questa ragione vedo più libertà nell’espressione artistica in inglese, ma devo riconoscere che l’italiano nonostante i suoi limiti di ritmo e sonorità ha prodotto lungo tutta la storia della musica cantautori ed interpreti fenomenali. Gaber, De Andrè, Battisti e Mina sono simboli e pietre miliari della nostra cultura.

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“Siamo un mondo dorato ma alla porta sbarrato”canti in “Satellite” questa espressione tanto metaforica quanto forse ermetica nel comunicare uno stato d’animo. Quale mondo si nasconde dietro questa porta?

Tutti noi, e non solo gli artisti, nella vita e nei sogni siamo tenuti fuori da realtà che ignoriamo. Alcune di esse rappresentano il dolore, altre possibilità che mai potremmo concretizzare. Siamo fratelli ma al contempo collocati all’interno di un nostro microcosmo, dove orbitano i nostri pensieri e prospettive. Spesso non ci rendiamo conto di quanto questo sia una prigione. Non vediamo e non osserviamo cose importanti che potrebbero far scuotere i nostri punti di riferimento, la nostra gravità. Siamo bloccati alla porta della giustizia e della libertà. Ci troviamo murati nelle nostre ristrette condizioni e non riusciamo ad evadere da esse.

“Siamo un ballerino innocente che canta quello che sente […] siamo come un cantautore che ruba alle stelle le parole”. Immaginiamo per un attimo il mondo che ci circonda al servizio dell’arte e  della musica. Vediamo nel profondo quanto una danza e una melodia possono raccogliere le emozioni sparse attorno a noi?

Queste frasi si riferiscono all’innocenza della natura insita nell’ispirazione artistica. L’ispirazione non è terrena e non è attesa, ma un dono di una dimensione ideale e metafisica che tocca la Terra materializzandosi nell’atto creativo di un cantautore, così come di un ballerino che improvvisa un canto mentre danza.

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“Sono un ragazzo timido ma in me ho la forza per impegnarmi e ottenere ciò che voglio” hai dichiarato in una recente intervista. Quanto è stata importante per te finora la tenacia e la determinazione?

Il mio percorso di cantautore è iniziato non con pochi ostacoli. Ho dovuto vincere le mie paure di espormi al pubblico con la possibilità di essere rifiutato e non compreso. Fortunatamente la convinzione che ciò che ho fatto e continuo a fare valga e possa essere accolto da molti con sentimenti positivi mi ha aiutato a trovare la forza di esprimermi per quello che sono, di sperimentare e trovare me stesso attraverso le mie canzoni.

Hai partecipato all’ultima edizione del Premio Nilla Pizzi che oltre all’occasione di esibirti live, ti ha dato la possibilità di conoscere l’ideatore del concorso e il fondatore dell’etichetta Stay Record, che cosa hai raccolto da queste esperienze ?

Con Vincenzo Camporeale si è instaurato un solido rapporto professionale in cui sperimentazione e dialogo vanno di pari passo. Con lui sono sicuro di potermi esprimere in stili diversi e dare sempre nutrimento alla mia natura eclettica ed esploratrice. Grazie al Trofeo Nilla Pizzi ho potuto esibirmi nelle mie prime esperienze live di fronte a degli spettatori, confrontandomi con artisti di tutte le età. Considero il Trofeo come un bell’inizio ed un primo passo nel mondo della musica dal vivo.

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Dato il grande numero di views del video di “The best Love Crime”, ci aspettiamo ora altrettanto  da “Satellite”, complice anche un video dove risalta il gusto per lo stile originale e l’immediatezza visiva che mette in atto un forte legame tra testo e immagini. Quali sono ora le tue aspettative, non solo riguardo i tuoi progetti ma anche la percezione del pubblico che ti segue?

Nonostante abbia intrapreso questa carriera solo da alcuni mesi, sono grato per il supporto dei miei amici e delle persone che sembrano ritrovarsi e scoprire un impatto positivo nelle mie canzoni. Il video del mio ultimo singolo “Satellite” ha raggiunto ad oggi più di centosessantamila visualizzazioni su Youtube. Percepisco come si stia formando gradualmente una solida fanbase. Questo mi rende orgoglioso e stimolato a fare sempre meglio nelle mie esibizioni tanto quanto nelle mie composizioni. All’orizzonte ci sono sicuramente nuovi progetti, il più vicino è il italiano “Come acqua nell’aria” che uscirà il dodici novembre: in esso poesia e dolci visioni vengono accolti dalla natura e dai suoi meravigliosi luoghi.

Sonia bellin

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