intervista ai Bounce Back dopo l’omonimo album di esordio

Uscito venerdì 25 giugno “Bounce Back”, l’album d’esordio dell’omonima band

Bounce Back è un album composto da dieci brani, ognuno di essi capitolo di un racconto di rinascita. Il sapore è quello di un pop/rock melodico, più aspro o più spensierato ove necessario, saggiamente variegato a seconda dello scopo. Le sonorità non nascondono un affetto per la musica internazionale degli anni 80 e 90, seppur piene di modernità; la scelta dell’inglese rimarca questo tracciato, mirando infatti ad un inserimento in quel contesto che dominava alla fine del secolo scorso. Definibile un concept, il suo filone narrativo si sviluppa dal negativo al positivo toccando, step by step, precisi spaccati emotivi, accompagnati da un contesto musicale molto codificato a livello emozionale.

Ecco cosa ci hanno raccontato i Bounce Back nell’intervista

Ha ancora senso parlare di scena indie? 

Ciao a tutti, grazie per le domande! Scena Indie? Beh, credo di sì. L’indie è un po’ quello che si chiamava pop prima, ora nel panorama pop c’è una fetta indie. Credo abbia ancora senso!

In quale genere musicale vi collochereste, se proprio dovessimo incastrarvi in un genere?

Direi pop-rock, un po’ quello dei primi Negramaro forse, se dobbiamo restare in Italia. Diciamo che il nostro genere, non per niente cantato in lingua inglese, si avvicina di più alla corrente estera anni 80, per quei brani più chiari, ed anni 90’ per i brani più scuri. Abbiamo un rock energico, soprattutto Live.

Come è nato il vostro album di debutto e a chi volevate rivolgerti?

Il nostro primo album è nato da un colloquio tra di noi, Luca e Roberto, chitarra e cantante, nel 2019. A maggio Roberto voleva tirare in piedi una band, così ha trovato Luca online ed è nato tutto. L’album è nato da una idea di concept che parlasse di rinascita individuale, superamento dei propri blocchi storici esistenziali. Volevamo rivolgerci a chi amasse un rock melodico dal sapore retrò, età media 25-40. In questo specifico album, anche chi avesse delle sfide personali in atto, cercando di dare loro supporto.

Come nasce la vostra collaborazione e in che modo vi siete influenzati? 

Come dicevo precedentemente, da una conoscenza on line. L’idea di creare un album con un racconto di rinascita, in lingua inglese, con sapore pre 2000, ma in chiave moderna. No assoloni, no brani oltre i 4 minuti, no strumentale eccessivo. Voce diretta e dritta, zero falsetto e tanta energia, sia positiva che negativa. Alcuni nostri brani sono scuri e si sente la negatività del mood.

Quali sono i tuoi piani per il vostro futuro? 

Suonare tanto Live, farci conoscere e lavorare al secondo album già in cantiere. Vogliamo fare macello!!

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