Rita De Angelis racconta il futuro della musica emergente
Dalle tappe italiane all’appuntamento conclusivo di Roma, la direttrice artistica ripercorre il cammino del festival e racconta la sua visione: valorizzare i nuovi talenti, offrire opportunità concrete e accompagnare gli artisti nella loro crescita.
Dopo l’intervista pubblicata il 18 agosto su Diffusioni Musicali, torniamo a incontrare Rita De Angelis, direttrice artistica di ItaliaVision Festival (powered by Asi Nazionale con il sostegno del Ministero della Cultura), in vista della Finale Nazionale del 4 novembre, che si svolgerà presso la Sala Cinema Antonio Cerrone, a Tor Bella Monaca, Roma.
Dalle emozioni della tappa inaugurale di Montesilvano, che aveva registrato una partecipazione di oltre 700 persone, il festival ha attraversato diverse città italiane, accompagnando gli artisti verso l’appuntamento conclusivo.
Ora l’attenzione è rivolta ai finalisti, ma anche al significato più ampio di un progetto che punta a valorizzare la musica emergente e a creare opportunità di crescita per chi desidera costruire il proprio futuro artistico.

Rita, nella nostra precedente intervista raccontavamo l’entusiasmo della partenza. Ora siamo arrivati alla finale. Qual è il bilancio di questo percorso?
È stata un’esperienza intensa e ricca di soddisfazioni. Ogni tappa ci ha permesso di incontrare artisti con storie, sensibilità e progetti differenti, confermando quanto sia importante offrire spazio alla musica emergente.
Arrivare alla finale è motivo di grande emozione, ma anche una responsabilità. Il nostro obiettivo non è soltanto individuare un vincitore, ma creare occasioni nelle quali gli artisti possano esprimersi, confrontarsi e crescere.
Il 4 novembre la finale si svolgerà nella Sala Cinema Antonio Cerrone, a Tor Bella Monaca. Che cosa si aspetta da questa serata?
Mi aspetto una serata ricca di musica ed emozioni, nella quale ciascun finalista possa esprimere al meglio la propria personalità artistica.
La finale rappresenta il risultato di un percorso fatto di impegno e preparazione. Naturalmente ci sarà una competizione, con il suo vincitore, ma mi auguro che tutti i partecipanti vivano questa esperienza come un’opportunità importante per il proprio futuro.
Vogliamo che sia soprattutto una festa della musica e dei talenti che hanno scelto di mettersi in gioco.
Quali caratteristiche cerca in un artista che si presenta a ItaliaVision?
La preparazione tecnica è importante, ma cerco soprattutto autenticità, personalità e capacità di comunicare attraverso la musica.
Un artista deve avere qualcosa da raccontare e trovare un modo personale per farlo. La presenza scenica e la qualità interpretativa sono elementi importanti, ma lo sono altrettanto la determinazione e la volontà di continuare a migliorarsi.
Il nostro compito è riconoscere le potenzialità, rispettando le caratteristiche di ciascuno e il lavoro della giuria.
Il motto del festival è «La musica dagli artisti per gli artisti». Che cosa significa concretamente?
Significa mettere l’artista al centro del progetto, riconoscendo il valore del lavoro che esiste dietro ogni esibizione.
Partecipare a un festival significa mettersi in gioco, ma anche investire tempo, energie e risorse nella propria passione. Per questo crediamo che un’esperienza come ItaliaVision debba offrire non soltanto visibilità, ma anche occasioni di confronto e crescita.
Vorremmo che ogni partecipante potesse portare con sé qualcosa di positivo, indipendentemente dal risultato raggiunto.
Quanto conta accompagnare gli artisti anche dopo la competizione?
È un aspetto nel quale credo molto. Il percorso musicale non si esaurisce con una gara: servono studio, esperienza, progettualità e la capacità di comprendere quale direzione intraprendere.
Anche alcuni artisti che hanno partecipato alle precedenti edizioni stanno proseguendo il proprio cammino attraverso percorsi di crescita differenti. È il caso di LoRe, artista del territorio che ha preso parte alla prima edizione di ItaliaVision lo scorso anno e che quest’anno ha scelto di non partecipare alla competizione per concentrarsi sulla propria evoluzione artistica, seguito dal team del festival.
Ogni artista ha tempi ed esigenze differenti. Credo sia importante saperlo accompagnare e valorizzare anche oltre il palco, quando esistono le condizioni per farlo.
Il festival prevede anche riconoscimenti e opportunità professionali. Quanto è importante questo aspetto?
È fondamentale cercare di trasformare il riconoscimento del talento in un’opportunità concreta.
Per l’edizione 2026 è previsto un premio di 2.000 euro per il Miglior Artista ItaliaVision, oltre a riconoscimenti legati alla formazione musicale per i migliori artisti di tappa.
Sono occasioni importanti, perché permettono agli artisti di guardare oltre la singola esibizione e di investire sulla propria crescita. Il talento ha bisogno di essere riconosciuto, ma anche coltivato con impegno, formazione e continuità.
Quanto è importante il lavoro della squadra che rende possibile ItaliaVision?
È essenziale. Dietro ogni tappa ci sono organizzazione, competenze, collaborazione e tante persone che lavorano per raggiungere un obiettivo comune.
Desidero ringraziare tutti coloro che contribuiscono al progetto, dai professionisti coinvolti nell’organizzazione alle realtà che ci sostengono. Un festival cresce quando esiste una squadra capace di condividere una visione e di lavorare con serietà.
La musica è al centro, ma sono le persone a rendere possibile tutto ciò che accade intorno a essa.
Dopo la finale del 4 novembre, quale futuro immagina per ItaliaVision?
Mi auguro che il festival possa continuare a crescere, rafforzando il rapporto con i territori e ampliando le opportunità per gli artisti emergenti.
La finale sarà un traguardo importante, ma anche un punto di partenza. Vorremmo costruire un progetto sempre più capace di valorizzare le nuove voci e accompagnarle nella loro evoluzione.
Il mio invito al pubblico è di seguire questa finale con curiosità e apertura, lasciandosi sorprendere dalle proposte musicali dei partecipanti.
Una competizione proclama un vincitore, ma il valore di un festival si misura anche nelle opportunità che riesce a lasciare agli artisti. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare.
Parallelamente, stiamo lavorando anche a ItaliaVision Dischi, un progetto pensato per raccogliere in una playlist i brani legati al mondo ItaliaVision, dando ulteriore spazio alla musica dei nostri artisti. È un modo per far sì che il percorso del festival possa continuare anche attraverso l’ascolto, permettendo alle canzoni di raggiungere il pubblico e di vivere oltre il momento dell’esibizione.

ItaliaVision, appuntamento al 4 novembre
La Finale Nazionale di ItaliaVision Festival si prepara a celebrare i talenti che hanno raggiunto l’ultimo appuntamento di questa edizione.
Per Rita De Angelis, la sfida va oltre la competizione: significa riconoscere le potenzialità degli artisti e contribuire a creare occasioni per il loro futuro.
Il 4 novembre, nella Sala Cinema Antonio Cerrone a Tor Bella Monaca, sarà il momento di ascoltare i finalisti, condividere le loro emozioni e scoprire chi conquisterà il titolo nazionale.
Perché dare spazio alla musica emergente significa credere nelle voci di oggi e nelle possibilità di domani.




