Paper Plane di OVVER (progetto musicale milanese dalle tinte genere-fluido, a metà tra hard rock ed elettronica) è un brano che sorprende per la sua forte identità dinamica e la capacità di fondere mondi apparentemente distanti.
L’impatto sonoro e la produzione
La traccia si muove su coordinate sonore inaspettate, dove l’attitudine alternative/indie si contamina con tessiture trance e un uso tagliente e ipnotico del sassofono. Non è il classico pezzo rock a schemi fissi: l’impianto strumentale punta tutto su un crescendo ascensionale che rispecchia perfettamente il concept evocato dal titolo. I beat elettronici e le frequenze pulsanti creano un tappeto denso, dentro cui il sax si inserisce non come semplice ornamento melodico, ma come vero e proprio elemento cardine della tensione emotiva e ritmica.
Atmosfera e interpretazione
C’è una forte sensazione di movimento e di fuga nel brano. La combinazione tra la spinta ritmica e l’estetica vocale in lingua inglese restituisce un’atmosfera notturna, metropolitana e introspettiva al tempo stesso. L’aereo di carta del titolo diventa la metafora di una fragilità che prova a librarsi in alto, affidandosi alle correnti di un arrangiamento coraggioso che non ha paura di sporcare le chitarre o l’impostazione rock con incursioni nei club sound.
Giudizio complessivo
Un esperimento riuscito di contaminazione stilistica che dimostra maturità nella scrittura e nella produzione. OVVER evita le secche del già sentito, scommettendo su un sound viscerale e moderno in cui la componente elettronica e quella acustica/fiati si alimentano a vicenda. Una traccia che guadagna ascolto dopo ascolto, ideale sia per una fruizione immersiva in cuffia sia per acuire la curiosità verso le future evoluzioni del progetto.
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