NIURA

Nìura: “Camìna”, un passo di identità

Camminare significa accettare che nulla resti immobile. Significa lasciare che il tempo modifichi il corpo, il pensiero, le convinzioni. Significa contaminarsi ogni istante. È da questa idea semplice e profonda che vedo dipanarsi anche il suono di questo disco, “Camìna”, un EP rapido e per niente indolore a firma dei Nìura, tutto che raccoglie il respiro della Sicilia non troppo antica forse ma autentica e lo apre alle lunghe vie di fuga del Mediterraneo, l’oriente vicino, i balcani in quei modi “roteanti” di battere la ritualità. Tutto si muove dentro questo suono…

NIURA COVER

Come nella intro di “Rua”, quasi mi aspetto l’evolzuone dei Cacao Mental ma poi c’è una cassa metal che non mi sarei aspettato. Siamo ai piedi dell’Etna, siamo con i Nìura ad affondare nella terra lavica da cui prende origine il loro nome. Una terra scura, fertile, segnata dalle trasformazioni e incapace di rimanere uguale a se stessa… in cammino appunto. La stessa dinamica attraversa le quattro tracce dell’EP, che raccontano il viaggio non come destinazione ma come condizione permanente dell’esistenza. E le soluzioni corali, molto vicine a quelle che ritroviamo nei canti pastorali, nei canti blues, nei canti di Cesare Basile (tanto per restare ancorati al tema), come le percussioni di “Chista è”: sono tutti diamanti di un disco che davvero polverizza ogni abitudine senza dover per forza sfoggiare l’assurdo del futuro. Siamo uomini… in cammino sempre… con i piedi nel fango e nel ferro…

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