
I Maison Musiq non sono una band nel senso tradizionale. Sono un collettivo, con tutto ciò che questo comporta in termini di flessibilità ma anche di ricerca di una coesione interna che non si dà per scontata. “Soulitude” è il loro primo singolo, ed è anche il primo banco di prova pubblico: nel complesso lo supera. Il brano costruisce la sua identità su un incrocio ben calibrato tra soul contemporaneo, inflessioni jazz e una cornice elettronica che non smette mai di essere funzionale alla melodia. Marina Santelli consegna una performance vocale di alto livello: il suo fraseggio richiama per morbidezza certe cantanti della scena nu-soul europea, senza però cadere nella citazione. I colori del brano hanno per tratti la consistenza di lavori come quelli di Incognito o degli early Basement Jaxx nella loro fase più soul-oriented, non come confronto diretto, ma come coordinate di ascolto. C’è però un aspetto che merita un appunto: la struttura del brano, pur elegante, tende a restare su un piano di intensità piuttosto uniforme. La tensione si accumula ma fatica a trovare un vero punto di scarico, e questo lascia l’ascoltatore in una zona di confort prolungata che, nella seconda metà del brano, rischia di diventare una lieve stasi. Non un errore, ma una scelta che forse si poteva spingere un passo oltre. Detto questo, “Soulitude” dimostra che il progetto ha già una voce propria, riconoscibile e non banale. Per un esordio, non è poco.








