Direi che proprio partendo dalle prime frasi e un poco condizionati dal titolo di questo Ep che possiamo dichiarare a gran voce l’intenzione di questo che sembra – sulle prime – un vero manifesto sociale di oggi: “Non so più decidere che giorno è… Nulla mi annoia più che decidere…”.

Che sia una fotografia velenosa di critica dell’uomo moderno o che sia l’ineluttabile risultato di un progresso tecnologico che ormai ci promette davvero frontiere inesplorate e mai immaginate pochi anni fa. Eppure il contrappunto che ci propone un disco come “Linguaggio macchina” dei producers Bruno J e Uomo Stokastico – ovvero dei Gate 66 – è sottile: un suono ampiamente ancorato agli anni ’90 ma con tematiche di umanità decisamente futuristiche. Il clubbing, la dance, la new-wave, quel glamour che significa eros e trasgressione di libertà.
Un video prodotto con A.I. per il singolo che apre l’ascolto, perché loro arrivano dal futuro… ma ricercano lo “stare assieme” e quei particolari dettagli che rendono l’uomo ancora umano. Come detto “Scelgo te”, la natura, leggere finché il sonno passa, cose umane di amore e condivisione… “Neutro come la natura che non ha paura ne pietà…”. Interessanti i suoni, digitali e futuristici come detto, belle le sezioni di drumming, belle le sospensioni di synth e di cassa come dentro “Numeri primi” che richiamano anche un certo elettro-pop inglese alla Eurythmics e anche sfumature più severe. Ottodix e Garbo tornano alla mente immediatamente, tornano quei riverberi di rullante, tornano i cliché tutti che gli adolescenti della fine degli ottanta riconosceranno tutti. Brano come “Balcanica” sono veri inni di resistenza e di nostalgia… “Dormi ancora” è il ponte ultimo di un Ep che finendo così ci apre ad un futuro disco di nuove mescolanze industriali in bilico tra pop antico e mille altre cose non prevedibili a priori…








