Il nome Missklang contiene già un’indicazione sul modo in cui la band guarda alla propria identità: significa “dissonanza”, eppure la musica è descritta come il punto d’incontro tra idee e gusti differenti. Non è una contraddizione da eliminare, ma una condizione con cui convivere. Dal 2012 Gloria Castellazzi, Giorgia Cattoretti, Greta Cenerini e Chiara Fogliani portano avanti un percorso fatto di cambiamenti di formazione e repertorio, mantenendo la scelta di scrivere brani inediti in italiano. Oggi Chiara è alla voce, Giò alla chitarra, Gre al basso e Gloria alla batteria. La definizione che accompagna la band, quattro componenti, un solo suono e una sola famiglia, apre una questione interessante: come si costruisce un’identità musicale comune senza appiattire le differenze individuali? Anche “Castello di sabbia”, singolo uscito il 23 ottobre, offre un’occasione per osservare da vicino questa ricerca di equilibrio.

Missklang significa “dissonanza”, ma nella vostra biografia spiegate che la musica riesce a mettere d’accordo gusti e idee differenti. Il nome racconta ancora fedelmente il vostro modo di lavorare oggi, oppure il suo significato si è trasformato insieme alla storia della band?
Il significato resta sempre valido, è la band che si trasforma. Noi cresciamo e cambiamo, a volte proprio grazie alle nostre dissonanze, ma la musica rimane sempre il motivo di unione più forte. Condividiamo gli stessi obiettivi e la passione per quello che facciamo. “Missklang” è un modo di vivere non solo la musica ma anche il nostro rapporto: è quello che siamo.
In un gruppo composto da quattro musiciste, la coesione non coincide necessariamente con l’uniformità. Quali sono, secondo voi, le differenze che è più importante preservare all’interno delle Missklang, proprio perché contribuiscono a definire il risultato collettivo?
Ognuna di noi ha uno stile e gusti musicali personali ma questo non è necessariamente un limite, apre invece gli orizzonti per nuovi sentieri da percorrere e strade da condividere, a volte inaspettate. È dalle differenze che nascono le idee migliori.
Oltre agli scenari musicali, l’altra differenza preziosa è quella tra i nostri caratteri: insieme riusciamo sempre a trovare l’equilibrio giusto.
Come si tiene insieme la libertà di avere sensibilità differenti e la necessità di prendere decisioni comuni?
Non è sempre facile accostare personalità diverse ma ci siamo sentite subito i pezzi di uno stesso puzzle. Sui temi importanti abbiamo la fortuna di essere sulla stessa linea d’onda e quando si hanno obiettivi comuni e chiari, prendere decisioni è più semplice.
Avete scelto fin dai primi inediti di scrivere testi in italiano, pur muovendovi in un panorama di influenze internazionali. Come si inserisce questa scelta nella vostra identità collettiva? È un terreno sul quale vi siete riconosciute subito oppure una direzione che avete consolidato nel tempo?
Non abbiamo mai avuto dubbi sulla lingua in cui scrivere: l’italiano fa parte delle nostre radici, è un patrimonio in cui crediamo profondamente, pur con tutti i limiti e le difficoltà. Pensiamo sia coerente con le nostre scelte e la nostra visione, proprio perché trovano spazio in un panorama più ampio. Le influenze internazionali ci servono da confronto e ci aiutano ad apprezzare e valorizzare la nostra lingua.
“La gente si deve svegliare” e “Castello di sabbia” sono due singoli presentati in momenti diversi del 2026. Al di là delle differenze tra i loro temi, che cosa vi sembra accomunarli nel modo in cui le Missklang vogliono presentarsi come band?
Tutto quello che scriviamo nasce dalla nostra esperienza personale ed essere giovani in questo momento storico è sicuramente complesso. Entrambe le canzoni nascono dall’esigenza di comunicare il sostegno che la musica dà proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno.




