Verità è il nuovo album del cantautore D’Iuorno: un album che si muove lungo il confine tra esperienza personale e riflessione universale. Il nuovo lavoro del cantautore italiano raccoglie storie, ricordi e frammenti di vita trasformati in canzoni, ma il suo significato va oltre il racconto autobiografico. Al centro del disco emergono infatti temi che attraversano l’esistenza di chiunque: la solitudine, l’attesa, la perdita, la ricerca di un equilibrio e il bisogno di trovare un senso nelle proprie cadute.
La scrittura di Verità nasce da esperienze concrete, vissute in prima persona, ma trova la sua forza nella capacità di trasformare episodi individuali in immagini e sentimenti condivisibili. La memoria occupa un ruolo centrale all’interno del progetto, non come semplice esercizio nostalgico, ma come strumento attraverso cui rileggere il passato e comprenderne il valore. Ogni brano custodisce una lezione, un passaggio, una traccia lasciata da eventi che hanno contribuito a definire il percorso umano e artistico dell’autore.
Pur affrontando argomenti profondi, il disco non rinuncia a momenti di leggerezza. L’ironia diventa infatti un elemento fondamentale, una risorsa capace di alleggerire il peso delle esperienze più difficili e di offrire una prospettiva diversa sulle fragilità raccontate nelle canzoni. Anche per questo Verità evita di chiudersi in una dimensione esclusivamente intima, aprendosi invece a una lettura più ampia e condivisa.

Ciao e benvenuto. Quali sono i temi che emergono con più forza in “Verità” al di là delle singole storie raccontate?
Sono la solitudine intesa come ricerca, disperazione e libertà. L’amore inteso come amare qualcosa che sarà e che va atteso con tutta la fiducia del mondo sapendo che si è destinati inevitabilmente a cadere se vogliamo viverlo davvero.
Quanto è importante per te il concetto di memoria all’interno di questo disco?
Molto importante per tutti gli insegnamenti che ho ricevuto da queste esperienze, tanto da trasformarle in canzoni.
In che modo la dimensione personale si intreccia con quella più universale nei testi?
Quando ho scritto questi brani parlavo sempre di me in un modo o nell’altro, anche se raccontavo la storia di un amico vicino parlavo anche di me. La canzone “Verità” è forse la vera sintesi del disco:“verità che sei tornata quando non ti ho più cercata”
Alcuni brani sembrano muoversi tra realtà e immagini quasi simboliche: era un’intenzione precisa?
No non lo è mai stato, forse ero io che mi muovevo tra immagini quasi simboliche e realtà……
Che ruolo ha l’ironia in un album che nasce da premesse così forti e intime?
É stata una bella scoperta con me stesso e in parte una novità.
Direi fondamentale quando hai bisogno di riderci un pò sù e sopravvivere.
Cosa speri arrivi all’ascoltatore oltre la narrazione delle singole canzoni?
Mi piacerebbe che si sentissero più coraggiosi ascoltando il disco di un cantautore che ha avuto coraggio dopo tanta paura.







