Rita, oltre 700 persone al Teatro del Mare di Montesilvano per il debutto del tour 2026. Quali sono le sue sensazioni a caldo dopo questo successo?
Un’emozione indescrivibile. Vedere l’arena sul lungomare così gremita e percepire la risposta calda del pubblico di Montesilvano è stata la miglior conferma possibile del lavoro svolto. La cornice all’aperto del Teatro del Mare ha reso l’atmosfera magica: non è solo un dato numerico, ma il segnale forte che c’è una grande sete di musica emergente di qualità.

Dietro un evento di questa portata c’è sempre una grande macchina organizzativa. Chi sente di ringraziare in modo particolare per questo risultato?
Senza la mia squadra tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Voglio dire un grazie immenso a tutto il team artistico e produttivo di ItaliaVision: Sergio Gabrieli, Bruni, Asia Martorelli, Katrin Zanna, Mizio Vilardi e Marco Bellomo. È un gruppo straordinario di professionisti che lavora con una dedizione, una passione e una sinergia uniche per valorizzare al massimo i nostri ragazzi.
Piersante, Valeria e Gioia sono i primi tre finalisti della serata. Quali qualità hanno convinto la giuria a far conquistar loro il pass per Roma?
Ognuno di loro ha portato sul palco un’identità ben precisa. La giuria ha valutato un insieme equilibrato di fattori: qualità interpretativa, padronanza della presenza scenica e una spiccata personalità artistica. Tutti e tre sono riusciti a trasmettere qualcosa di autentico al pubblico e ai giudici.
La struttura dello spettacolo ha unito i nuovi talenti a omaggi storici importanti. Qual è l’idea artistica dietro la scelta dei brani d’apertura e chiusura?
Questo è proprio il cuore dello spirito di ItaliaVision. Abbiamo aperto con “Ma il cielo è sempre più blu”, rendendo omaggio a Rino Gaetano nel 45° anniversario della sua scomparsa, e abbiamo chiuso con “Con il nastro rosa”. Ho scelto questo brano non solo perché rappresenta la traccia simbolo del sodalizio con Lucio Battisti, ma anche per fare un grande omaggio al compleanno del Maestro Mogol, che quest’anno compie 90 anni. Celebrazioni di questo tipo sono doverose: i grandi maestri rappresentano il nostro punto di partenza e il nostro filo conduttore, un’ispirazione continua da cui le nuove generazioni di artisti possono e devono attingere per costruire il proprio futuro.
Quanto è stato fondamentale il supporto delle istituzioni locali e della rete di ASI Nazionale per la riuscita dell’evento?
Assolutamente determinante. Il supporto del Sindaco Ottavio De Martinis e dell’Assessore Corinna Sandias è stato impeccabile, così come la presenza del Presidente ASI Claudio Barbaro, del Segretario Generale Achille Sette e del Direttore Simone Levanti. Un plauso e un ringraziamento davvero speciale vanno a Roberto Pasquali, Responsabile ASI Terzo Settore Abruzzo: il suo lavoro straordinario sulla logistica, sull’accoglienza e sulla macchina organizzativa lo ha reso un punto di riferimento fondamentale per tutti noi.
Montesilvano è stato solo l’inizio. Cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima tappa di Molfetta e dai successivi appuntamenti del tour?
Molfetta, il 5 settembre, sarà un banco di prova importantissimo: porteremo lo stesso entusiasmo e un livello artistico altrettanto alto, per poi proiettarci verso Roma e Genova. L’obiettivo resta quello di scovare i migliori talenti del Paese e accompagnarli fino alla Finale Nazionale di fine ottobre al Teatro Tor Bella Monaca di Roma.
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