
Giovanni D’Elia viene da Cassano delle Murge, canta in un coro gospel e ha debuttato nel 2024 con “Riparto da me”. Tre cose che, messe insieme, dicono qualcosa di preciso su chi è e da dove viene la sua musica. “Fratello” conferma quella direzione: un cantautorato pop indipendente che non cerca scorciatoie, che parte da un’esperienza vera e prova a renderla universale. Il brano è stato scritto come regalo per la cresima del fratello minore, con D’Elia nel ruolo di padrino, e quella genesi si avverte nell’urgenza con cui certi versi vengono fuori. “Ho imparato anch’io l’amore, ho sentito la tua voce, ho capito che vuol dire vivere”: il ritornello accumula affermazioni come chi vuole dire troppe cose insieme e alla fine le dice tutte, nel bene e nel male. La voce tiene bene il confronto con la densità emotiva del testo, merito della formazione gospel che si sente nei momenti di maggiore intensità. Musicalmente il progetto artistico è pulito, radiofonico, senza fronzoli. Non è il tipo di brano che cambia le cose, ma è il tipo di brano che le dice con onestà. E in certi momenti basta.








