
“GENESI” si presenta come un lavoro coeso, costruito attorno a tematiche ben riconoscibili nel rap italiano contemporaneo: rivalsa, materialismo, solitudine, denuncia del sistema. Il merito del progetto è nell’aver organizzato questi temi con un arco emotivo credibile, dove ogni traccia occupa uno spazio preciso all’interno del percorso. Ivan Stray gestisce il fraseggio con padronanza, muovendosi tra momenti più melodici e passaggi rap più asciutti senza perdere coerenza stilistica. TwentyTwo costruisce i beat dosando dinamica e densità in funzione del testo: in “ROSE” la scelta di abbinare un arrangiamento soffice, con una drumline incalzante e una melodia che ammorbidisce il colpo, a un contenuto emotivamente denso, è la mossa più efficace dell’intero EP. Il cambio armonico finale di “FAME” aggiunge profondità senza appesantire. L’unica perplessità riguarda “PARTY”: come traccia di apertura ha il compito più difficile, quello di introdurre un disco che poi cambia registro, e in certi passaggi la tensione tra euforia e disillusione resta accennata piuttosto che sviluppata. Una scelta forse intenzionale, ma che lascia qualcosa in sospeso. Nel complesso, “GENESI” è un EP che lavora bene sul piano emotivo e dimostra una sinergia concreta tra voce e beat. Non pretende di essere il lavoro di una carriera, ma pone delle basi solide su cui costruire. Un primo capitolo che lascia aperte prospettive interessanti.








