ZOLLE PANTALON

Zolle / Pantalon: lo split che nasce dall’incontro tra affinità artistiche e concerti condivisi

Le band Zolle e Pantalon uniscono le forze nello split 7” “ZOLLE / PANTALON”, pubblicato da Overdub Recordings in edizione limitata e numerata. Un lavoro che nasce da un incontro umano prima ancora che musicale e che riesce a mettere in dialogo due realtà differenti ma accomunate da un approccio istintivo, sincero e radicalmente libero alla composizione. Le tracce si muovono lungo coordinate essenziali e abrasive, alternando tensione, aperture improvvise e paesaggi sonori dal forte impatto evocativo, senza mai perdere coerenza identitaria.

Lo split prende forma attraverso una collaborazione costruita nel tempo tra concerti condivisi, affinità artistiche e una visione comune della musica come esperienza autentica, lontana da formule e sovrastrutture. Da una parte gli Zolle rivendicano una dimensione collettiva e rituale del suono, dall’altra i Pantalon spingono verso territori più allucinati e interiori, creando un equilibrio che rende il progetto compatto pur mantenendo ben riconoscibili le rispettive personalità.

Al centro del racconto emerge anche la figura simbolica dello “spaventapasseri Dan”, personaggio chiave nella nascita dello split e metafora di unione tra le due band. Un’immagine ironica e surreale che sintetizza perfettamente lo spirito del progetto: rurale, istintivo, ruvido e profondamente umano. In questa doppia intervista, Zolle e Pantalon raccontano la genesi dello split, il rapporto tra le due formazioni, la costruzione dell’identità sonora del disco e ciò che sperano possa restare all’ascoltatore dopo l’ascolto di un lavoro che agisce più a livello inconscio che razionale.

Come nasce l’idea dello split “ZOLLE / PANTALON” e cosa vi ha spinto a condividere questo progetto?

ZOLLE: È stata tutta colpa di Dan di C’Mon Artax Booking. Conoscevamo già Diego dei Pantalon e, tra un “mi passeresti questo contatto? Quell’altro? Ok, grazie!” sia Zolle che Pantalon sono finiti sotto lo stesso booking. Allora si è proseguiti con “dai, facciamo qualche data insieme!”, “dai rendiamo i concerti più allettanti!” per arrivare a “beh ma allora FACCIAMO UN SPLIT INSIEME!”. Ci è voluto un po’ di tempo per organizzare la cosa e incastrare le ferie registrazioni poi, la cena condivisa dello scorso febbraio, in piena sintonia umana, ha consacrato lo split. I primi due live, insieme, hanno confermato la scia luminosa.

PANTALON/ SIMONE: Ovviamente la sete di denaro e potere. Conoscevamo già i rispettivi lavori e Marcello (guit zolle) e Diego (drums Pantalon) hanno avuto un abboccamento. È stato del tutto naturale pensare a un lavoro insieme, affinità elettive direi.

Quali sono gli elementi che accomunano maggiormente le vostre due band dal punto di vista artistico?

ZOLLE: a nostro avviso risultiamo evidentemente distinti nel contenuto sonoro espresso, tuttavia molto simili nella modalità di approcciare e vivere l’esperienza del generare musica. In particolare, ci accomuna l’aderenza ad una verità interiore. La definiremmo sincerità, genuinità. In conclusione: Pantalon suonano Pantalon. Zolle suonano Zolle. Allo stesso modo, diversi.

PANTALON /SIMONE: Stefano (drums Zolle) nell’ultimo concerto ha risposto a questa domanda prima che la faceste: “lo show così è perfetto, i Pantalon ti fanno fare il trip individuale, gli Zolle il trip collettivo”. Il viaggio è lo stesso, un cammino tortuoso e sconnesso, a tratti allucinato o rutilante.

Come avete costruito l’identità sonora dello split?

ZOLLE: Due creature di genitori diversi, nella stessa culla.

PANTALON /SIMONE: I brani si sono accostati naturalmente gli uni agli altri, il tema agreste è venuto fuori nei discorsi. Gli Zolle vengono dalla campagna, i Pantalon vengono dalla Lomellina e da Brescia. Fondamentalmente siamo gente di campagna poco urbanizzata.

Parlateci della figura simbolica dello “spaventapasseri Dan”: cosa rappresenta all’interno del progetto?

ZOLLE: come dicevamo qualche riga più in alto, Dan è stato il collante per questo split. Ha due teste perché le entità sonore sono due e ben distinte, ma sono collegate dal busto è quindi senza la parte finale dell’apparato digerente, sappiamo tutti a cosa serve quella parte. Purtroppo, Dan e la sua agenzia di Booking (C’mon Artax) ha appeso il telefono al chiodo prima dell’uscita di questo Split, ma ci piace pensare che un pochino ne sia parte.

PANTALON / SIMONE: Dan è un personaggio buono, prima di tutto, ha investito tempo e pazienza vendendo gli show di entrambe le band con buoni risultati. Abbiamo girato l’Europa e l’Italia, è un po’ il testimone di nozze e il prete insieme.

Cosa sperate rimanga all’ascoltatore dopo aver ascoltato questo split?

ZOLLE: Senso di possibilità ed apertura. Ed energia per realizzarle (questa frase è tipica di Stefano degli Zolle, molto profonda ed incomprensibile!).

PANTALON / SIMONE: Difficile dirlo, posso dirti che dopo i concerti la gente è divertita sconcertata allo stesso tempo, è musica che ti rovista a un piano inconscio, non hai testi che ti rassicurano, nè ritornelli emotivi, è tutta robaccia nera e merendine come diceva Nelson dei Simpson.