Copertina Canto dell’estate Marco della Gatta (1)

Spazio e ascolto nel nuovo brano di Marco Della Gatta: “Canto dell’estate”

C’è una qualità rara in questo lavoro, quella di lasciare spazio. “Canto dell’estate” di Marco Della Gatta non riempie, non sovraccarica, ma costruisce una trama sonora fatta di respiri e silenzi. Il pianoforte lavora su cellule armoniche semplici ma efficaci, mentre il contrabbasso offre un sostegno discreto e il sax interviene come elemento narrativo, senza mai dominare. La voce si muove con attenzione sul testo, rispettandone accenti e pause. Si percepisce una forte consapevolezza del materiale poetico, che non viene mai semplificato. Il riferimento a un certo cantautorato colto italiano può emergere, ma qui il focus resta sulla parola. Il progetto artistico si distingue per una ricerca che non cerca scorciatoie. Non tutto è immediato, e forse non vuole esserlo. Questo rende il brano meno accessibile in un primo ascolto, ma più duraturo nel tempo. Un lavoro che si colloca in una zona precisa, lontano dalle dinamiche commerciali più evidenti.

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Bergpress

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