Foto 1 Emilio Condello (2)

Quando una chitarra diventa una compagna di viaggio

Salutare un brano come “La Mia Terra” significa entrare in una storia che attraversa decenni. Emilio Condello scrive canzoni da quasi cinquant’anni e questa esperienza si sente tutta. Non nel senso di nostalgia, ma nella capacità di raccontare le cose con una naturalezza rara. La canzone nasce da un contrasto molto semplice: il ragazzo degli anni Ottanta che credeva nel futuro e l’uomo che oggi guarda il mondo con maggiore realismo. Questo conflitto attraversa tutto il brano e diventa il motore della narrazione. Uno dei passaggi più evocativi è quello in cui l’artista canta “Lei mi tiene compagnia”. Non si tratta di una persona ma della chitarra, lo strumento che accompagna il suo percorso artistico fin dal 1977. L’immagine è delicata e racconta bene il rapporto quasi fisico tra un autore e la propria musica. Dal punto di vista stilistico il brano si inserisce nel solco del cantautorato italiano più classico. Non ci sono arrangiamenti complessi o soluzioni sonore elaborate. Tutto è costruito per lasciare spazio alle parole. Questa scelta rende la canzone molto autentica. Alcuni ascoltatori potrebbero persino ritrovare una sensibilità simile a quella di artisti come Edoardo Bennato o Ivano Fossati nei momenti più narrativi. “La Mia Terra” porta con sé anche una riflessione sociale molto chiara. Il messaggio è semplice: smettere di aspettare che siano gli altri a cambiare il mondo e iniziare dal proprio “micromondo”. È un invito che arriva senza toni moralistici, quasi come una confidenza tra amici. Il risultato è un brano che non cerca l’effetto immediato ma costruisce lentamente il proprio significato. Ed è proprio questa calma a renderlo credibile.

https://youtube.com/@emiliocondello-music