Copertina Baba Jaga Crossin' Midnight (3)

Crossin’ Midnight e il richiamo della notte

Ciao ragazzi. “Baba Jaga” è uno di quei brani che non cercano di impressionare subito con un’esplosione sonora. Si prende il suo tempo. Parte quasi come una storia raccontata a bassa voce, poi cresce lentamente fino a diventare qualcosa di più intenso.
Il ritmo in 3/4 è una scelta che funziona molto bene. Non è comune nel rock più diretto e proprio per questo crea una sensazione di movimento circolare. È come se la canzone camminasse attorno a qualcosa, aspettando il momento giusto per colpire. Chris Lovesgod canta con un tono narrativo che ricorda a tratti certe interpretazioni di Nick Cave quando decide di raccontare una storia più che cantarla. Non è un paragone pesante, ma una suggestione. Qui la voce sembra guidare l’ascoltatore dentro la leggenda di Baba Jaga, trasformandola in una metafora del presente. Il testo è probabilmente la parte più interessante. L’idea dell’umanità divisa tra chi vive davvero e chi diventa un “automa sociale” è semplice ma potente. In un’epoca in cui tutti scorrono, cliccano e passano oltre, il concetto arriva dritto. Verso la metà del brano c’è un piccolo momento che potrebbe far discutere. Alcuni passaggi strumentali sembrano quasi trattenersi quando potrebbero esplodere di più. È una scelta che probabilmente nasce dalla volontà di mantenere la tensione narrativa. Qualcuno potrebbe desiderare un pizzico di aggressività in più, ma allo stesso tempo quella misura contribuisce a rendere il brano più atmosferico. Il risultato finale è una canzone che non pretende di essere perfetta ma riesce a lasciare un’immagine. E questo, nel rock, conta ancora moltissimo. I Crossin’ Midnight sembrano muoversi con naturalezza tra racconto e energia. Se l’obiettivo era creare una fiaba rock contemporanea, il risultato è convincente.

https://crossin-midnight.ffm.to/babajaga