Copertina Fame Ivan Stray e TwentyTwo (1)

Un rap che nasce dal lavoro e dalla strada.

Nel rap contemporaneo capita spesso di ascoltare brani costruiti con grande attenzione alla forma, ma meno alla sostanza. “FAME”, il nuovo singolo di Ivan Stray e TwentyTwo, segue una strada diversa: parte da un’idea molto concreta e la trasforma in un racconto musicale diretto.
La parola che dà titolo al brano non è usata come semplice simbolo di ambizione. Qui diventa quasi una condizione mentale. Fame di emergere, fame di cambiare prospettiva, fame di dimostrare che il punto di partenza non definisce necessariamente il punto di arrivo.

Ivan Stray scrive con un approccio che ricorda certi momenti del rap italiano più istintivo. Il suo flow mantiene una dimensione urbana molto chiara, ma non rinuncia a un certo gusto narrativo. In questo senso il brano dialoga idealmente con quella tradizione che negli anni ha visto artisti come Marracash o Fabri Fibra raccontare la realtà senza troppi filtri.

La produzione di TwentyTwo merita una menzione a parte. Il beat non si limita a sostenere il rapper, ma costruisce un vero ambiente sonoro. L’uso di un giro orchestrale dà al pezzo una profondità che lo distingue da molte produzioni urban più standardizzate.

Il ritornello è probabilmente la parte più immediata del brano. Orecchiabile, diretto, capace di restare in testa dopo pochi ascolti. È un elemento che aiuta molto la fruizione radiofonica del singolo.
Nel mezzo della traccia emerge anche una dimensione più riflessiva, grazie alle variazioni armoniche inserite nella produzione. Questo passaggio crea una piccola pausa emotiva prima della chiusura.
Nel complesso “FAME” è un brano che dimostra quanto una collaborazione stabile possa diventare un punto di forza. Ivan Stray e TwentyTwo lavorano insieme da anni e questa intesa si sente chiaramente. Il risultato è un pezzo solido, coerente e soprattutto autentico.

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