
L’unico appunto riguarda una certa ripetitività percettiva nella parte centrale, che, pur coerente con l’intenzione meditativa del brano, rischia di ridurre leggermente la tensione narrativa dell’ascolto.
Ascoltare With Hair in the Wind di Anna Dari è un’esperienza che non ha bisogno di molte spiegazioni, ma che invita, quasi con delicatezza, a fermarsi. È uno di quei brani che non si impongono, non alzano la voce, ma entrano lentamente, lasciando spazio al silenzio tra una nota e l’altra.
Il pianoforte apre il brano con un passo lento, misurato, come se stesse accompagnando chi ascolta dentro una storia che non ha bisogno di parole. Ed è proprio questa la scelta più coraggiosa: una voce che non racconta, non descrive, non pronuncia nomi. Canta senza testo, e proprio per questo riesce ad arrivare in modo diretto, senza filtri.
Sapere che il brano è ispirato alle storie di Saman Abbas e Masha Amini cambia inevitabilmente il modo in cui lo si ascolta. Ma la forza della composizione sta nel non trasformare la musica in un manifesto. Anna Dari sceglie di lasciare che siano le emozioni a fare da guida. La rabbia, il dolore, ma anche una sorta di energia luminosa che attraversa il centro del brano, come un respiro più ampio.
La musica cresce, si apre, poi si ritrae di nuovo. È come un movimento naturale, simile a quello dei pensieri quando si cerca di elaborare una perdita che non riguarda solo una persona, ma un’intera comunità. In quel passaggio centrale si percepisce una spinta vitale molto forte, che non suona come speranza forzata, ma come affermazione della dignità di chi non ha potuto vivere fino in fondo la propria libertà.
Il pianoforte resta sempre al centro, con un tocco sobrio, mai spettacolare. È una presenza costante, che sostiene senza invadere. La voce entra come un filo fragile, ma estremamente riconoscibile, e diventa quasi un simbolo. Non è la voce dell’artista, ma la voce di molte ragazze, di molte vite interrotte, di molte storie che non hanno avuto il tempo di diventare adulte.
With Hair in the Wind è un brano che parla anche di scelta artistica. In un momento storico in cui tutto sembra dover essere rapido, accattivante, immediatamente riconoscibile, Anna Dari decide di pubblicare una composizione lenta, essenziale, profondamente intima. Ed è una decisione che si sente, che ha un peso preciso.
Non è una musica pensata per accompagnare altro. Non è una colonna sonora di sottofondo. È un ascolto che chiede attenzione, ma che in cambio restituisce una sensazione rara: quella di essere stati davvero coinvolti, anche solo per pochi minuti.
Voto: 8,5 su 10



