Con il nuovo singolo, gli Ehilà Collective mostrano un’evoluzione importante nel loro percorso artistico, spostandosi dalla registrazione live alla produzione in studio, pur mantenendo la spontaneità e l’energia che caratterizzano le loro performance. La band mescola funk, rock, influenze brasiliane e blues in maniera naturale, grazie a background musicali diversi che si integrano in un linguaggio comune e riconoscibile. La parola “Collective” non è solo un’etichetta: rappresenta la condivisione, il dialogo e l’alchimia tra i membri della band, elementi che traspaiono sia nel processo creativo sia nell’interazione con il pubblico. L’arrivo di nuovi membri ha rafforzato il legame interno, permettendo di affrontare la produzione in studio con maggiore consapevolezza e continuità.

Il vostro nuovo singolo segna un ulteriore passo nel vostro percorso artistico: in che modo rappresenta un’evoluzione rispetto ai lavori precedenti e cosa racconta di voi oggi?
È la prima volta in cui pubblichiamo un brano prodotto in studio e non registrato in presa diretta. Il live è la situazione che ci appartiene di più e sulla quale sempre concentrati, ma avevamo l’esigenza di lavorare a della musica sotto un altro aspetto. Sicuramente rispecchia un momento più maturo del nostro percorso artistico.
Dal punto di vista sonoro, la vostra musica mescola funk, rock, influenze brasiliane e blues. Come nasce l’equilibrio tra queste anime e come lavorate insieme per mantenere un’identità riconoscibile?
L’equilibrio sonoro sorge inconsapevolmente, ed essendo linguaggi e ascolti integrati nel nostro background musicale li esprimiamo nella nostra musica. Anche se abbiamo tanto in comune tra noi, musicalmente parlando, ognuno ha una formazione artistica diversa. Questo fa sì che quando componiamo ciascuno di noi possa apportare qualcosa di personale. Il risultato finale è spontaneo e spesso ibrido, non solo per la versatilità dei linguaggi musicali ma perché risaltano le personalità di ognuno.
Il nome del progetto contiene la parola “Collective”: che significato ha per voi questo termine? È solo una definizione musicale o rappresenta anche un modo di vivere e costruire le relazioni all’interno della band?
La parola “Collective” ha un significato profondo e cerca di rappresentare quello che siamo stati e che siamo tutt’ora. Nel passato abbiamo avuto il piacere di condividere il progetto con diverse figure ed amici che sono stati di passaggio e che hanno lasciato la loro scia attraverso la propria personalità musicale e umana. Al momento i componenti del gruppo sono consolidati, poiché abbiamo trovato un’alchimia e un legame unico e forte tra noi, però nulla toglie che in futuro ci potranno essere altre persone che saranno in grado di valorizzare il nostro percorso.
Nei vostri brani si percepisce spesso un forte senso di condivisione e dialogo. Quanto conta per voi l’idea di comunità, sia nel processo creativo sia nel rapporto con il pubblico?
Prima di essere una band musicale, siamo soprattutto amici. Per noi il significato di comunità è d’importanza vitale, poiché i nostri percorsi e l’attuale progetto ci hanno portato a capire che quando non vi è il giusto senso di comunità, comunione e condivisione, la musica ne risente, poiché si alimenta proprio di questo. Nel rapporto con il pubblico vale la stessa regola: cerchiamo di raccontare noi stessi e la nostra passione per ciò che facciamo, cercando di rimanere sempre genuini.
Dopo esperienze come l’EP Live in Studio, cosa avete imparato artisticamente e umanamente che vi ha aiutato nella realizzazione del nuovo singolo?
Sicuramente aver cristallizzato una formazione solida, con l’arrivo di Elena e Giulia nella band, ci ha uniti anche nel nostro rapporto personale, e come detto prima ne ha beneficiato anche la musica. Questo ci ha permesso di poter affrontare le produzioni in studio in maniera più consapevole e con continuità.
Guardando avanti, vi sentite più una band con una direzione già definita o un “collettivo” in continua trasformazione, pronto ad accogliere nuove influenze e collaborazioni?
Ora ci sentiamo finalmente una band con una propensione al live, ma sicuramente abbiamo in cantiere nuovi progetti in studio da condividere con altri artisti.







