
Ciao Emilio, ascoltando “MaturoAmore” si ha la sensazione di entrare in una stanza già abitata. Non c’è nulla di esibito. Solo presenza. La frase “fermare il sole, spostare i monti” suona quasi come una dichiarazione impossibile, e proprio per questo credibile.
La voce resta sempre composta, forse anche troppo. Ci sono momenti in cui viene voglia di sentirti perdere il controllo, lasciare entrare una crepa.
Il paragone che viene in mente è con Roberto Vecchioni, per quel modo di raccontare l’amore come esperienza e non come idea. “MaturoAmore” non è una canzone che cerca consenso. È una canzone che accetta il tempo.








