Nel panorama hip hop contemporaneo, dove spesso l’urgenza del consumo divora il contenuto, tylerdurdan* decide di fermare il tempo. Se con Buffet avevamo assistito all’abbuffata dell’accumulo e con Primo alla definizione del sé, Secondo si presenta come un’opera architettonica rigorosa, un concept album che elegge la “misura” a categoria universale: morale, politica ed esistenziale.
Una Scalata Quantitativa: Da “Zero” a “Addirittura”
La struttura di Secondo non è casuale, ma progressiva. Il disco si muove lungo una linea retta che misura il peso del mondo e dell’individuo. La tracklist è una scala di intensità che parte dal vuoto pneumatico di Zero e Nulla, attraversa le soglie minime di Qualcosa e Poco, per poi stabilizzarsi nell’equilibrio precario di Abbastanza e Il giusto.
Tuttavia, il viaggio non si ferma alla moderazione. L’album accelera verso la saturazione di Troppo, fino a esplodere nell’iperbole finale di Addirittura. È una narrazione della quantità che diventa drammaturgia: ogni brano è un gradino che sposta il limite del percepibile.
Tra Pietra e Algoritmo: Il Cortocircuito Linguistico
Uno dei punti di forza di Secondo risiede nella sua tensione terminologica. tylerdurdan* fa convivere mondi apparentemente inconciliabili:
- L’Arcaico: La terra, la pietra, gli ulivi. Elementi che richiamano una Napoli viscerale e una natura che resiste.
- Il Tecnico: Algoritmi, update, sistemi, infrastrutture digitali.
Questa scelta linguistica riflette il conflitto della nostra epoca: siamo esseri biologici intrappolati in architetture digitali. Il rapper non rifiuta la tecnologia, ma la abita. L’uso dell’Intelligenza Artificiale nel disco è emblematico: non è un sostituto del pensiero, ma uno strumento creativo e narrativo, una voce che incarna il potere contemporaneo mentre la scrittura rimane orgogliosamente autoriale.
Il Cuore Politico: Da Napoli a Gaza
Secondo è, nel senso più nobile del termine, un disco politico. La riflessione sulla misura diventa denuncia della dismisura del potere e dell’ingiustizia sociale. Il legame tra il Vesuvio e Gaza non è solo geografico, ma simbolico: è la solidarietà tra terre che conoscono la pressione e la resistenza.
Nelle tracce dedicate alla Palestina e nella critica strutturale al “sistema” presente in Addirittura, tylerdurdan* non si limita alla protesta. Propone un ribaltamento: l’idea di “creare un algoritmo che fomenti le masse” trasforma gli strumenti della sottomissione digitale in armi di liberazione e coscienza collettiva.
Il Suono: Old School per la New Era
Musicalmente, il progetto poggia sulle solide basi create da Raff Ranieri e Riccardo Errichiello. La produzione sceglie un approccio rap old school, ma contaminato da vibrazioni moderne. Il beat non cerca mai di oscurare il messaggio; al contrario, si fa tappeto sonoro funzionale alla centralità della parola, permettendo al testo di arrivare nudo e potente all’ascoltatore.

In Conclusione
Secondo è un album che sfida l’hype per cercare la coerenza. In un’epoca di polarizzazione estrema, tylerdurdan* ci interroga su quanto sia “abbastanza” e su cosa significhi, oggi, superare il limite. È un sistema simbolico complesso che mette l’umanità al centro, usando il codice binario per parlare di carne e sangue.
“Un aggiornamento simbolico della coscienza collettiva che passa attraverso il linguaggio.”
Il 27 Febbraio uscirà il primo singolo, “Abbastanza”, con il videoclip ufficiale realizzato con immagini di Mahmud Abu Qaraya da Gaza. PRE-SAVE


