Foto 1 Daniele Valentini (2)

Dare un nome al dolore con Denny Valentini

Nel testo di “Sono qua” emergono immagini forti ma riconoscibili: relazioni che feriscono, maschere indossate per piacere agli altri, “mostri” interiori che crescono nel silenzio. Denny Valentini affronta questi temi con un linguaggio diretto, senza retorica, trasformando l’esperienza personale in un messaggio collettivo.

Ciao, Denny. Quanto è stato difficile raccontare le dinamiche delle relazioni tossiche in modo così esplicito?

Una volta che le conosci, riesci a descriverle e a parlarne. Per tanti anni vedevo che c’era qualcosa che non funzionava ma non capivo cosa. Sentivo che stavo male ma non capivo cosa mi facesse male. Mia moglie e il mio terapeuta mi hanno aiutato tanto. Ora ho un po’ più consapevolezza ma ho ancora del lavoro da fare su di me. 40 anni di relazioni tossiche non si cancellano in un anno di terapia. Scriverle, è un po’ un modo alternativo per affrontarle.

I “mostri” di cui parli sono qualcosa da combattere o da comprendere?

Entrambe. Se non li comprendi e non ne prendi consapevolezza, non li puoi combattere. Le armi per affrontare il “mostro”, devi costruirtele dentro mentre lo analizzi, non le puoi comprare purtroppo.

Scrivere questo brano ti ha aiutato a rielaborare alcune esperienze passate?

Sì, mi ha aiutato. E spero davvero aiuti tutte quelle persone che si ritrovano in Daisy.

Credi che la musica possa aiutare a riconoscere situazioni emotivamente pericolose?

Certo! La musica puó fare tutto. Basta cercare, trovare e ascoltare la musica giusta. Però la musica vera………

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