Che sia un manifesto di intenti o di consapevolezza questo nuovo disco di Freakybea? Forse… “Mondi” ce lo dice sin dalla prima traccia in cui si dipinge un mondo che non da giustizia a chi non si sente rappresentato o non trova la giusta keyword per accedere al “successo”. E cosa sia il successo per la verità? Ascoltando il disco sembra provenire più dal raggiungimento della consapevolezza più che dall’estetica di massa. Emancipazione dicevamo: dentro “Sono tornata” lo dice chiaramente e lo fa con una voce che quando cerca le alte vette delle dinamiche si colora di un romantico vibrato, ha una potenza espressiva davvero interessante, magnetica… emancipazione dunque, un processo inevitabile per chi come lei, di lungo corso ormai nel mondo dell’arte e del suono, ha oltrepassato i labirinti dei facili entusiasmi e delle ingenuità. Disco di rarissime ingenuità… forse più di soluzioni “ruffiane” per il pop del grande mercato (e credo che sia un intento voluto e doveroso per chi decide di dare certe direzioni ai proprio suoni. E questo lo trovo evidente dentro “Questa canzone” come in altri punti del disco (non meno la title track che chiude l’ascolto)…
Molto più forte e potente veder come, la solita ricetta, trovi però percorsi per niente strani ma decisamente e indiscutibilmente personali e pieni di fascino come dentro la strofa di “Settembre”: è così che il pop d’autore fa quel passo oltre il recinto dei compiti per casa. È questo il vero limite del pop: ripetersi perché i recinti sono ferrei e sono visibili ad occhio nudo. Encomio a chi come Freakybea sa bene come starci dentro con personalità. Lo dimostra in pochi momento del disco ma sono già tantissimi se paragonati a quello che si ascolta di norma…








