Negli ultimi anni la parola contaminazione è diventata una costante della scena urban, ma non sempre corrisponde a una reale ricerca artistica. Con “CANTAUTORAP”, Digaonthemic dimostra invece che mettere in dialogo due mondi diversi può diventare un’operazione autentica, capace di definire un’identità precisa piuttosto che un semplice esercizio stilistico.
L’album si sviluppa attraverso nove tracce che condividono una stessa direzione narrativa. Non c’è la volontà di stupire cambiando continuamente pelle, bensì quella di raccontare esperienze personali, riflessioni e ricordi con una scrittura che resta sempre al centro del progetto. Il rap diventa così uno strumento espressivo che dialoga con una sensibilità vicina al cantautorato italiano, senza perdere ritmo, incisività e immediatezza.
Brani come “Delinquente” affrontano il tema dell’autenticità nell’epoca dei social network e dell’immagine costruita, mentre “Cantautorap” diventa una dichiarazione di poetica artistica. Sul versante più intimo trovano spazio “Giovanna”, dedicata alla quotidianità dell’amore, e “Boulevard”, che affronta il rapporto con i figli con sincerità e misura, evitando qualsiasi retorica.
Dal punto di vista musicale il disco mantiene una notevole compattezza. Le produzioni di James Cella costruiscono un suono moderno ma mai invasivo, mentre i contributi dei Mari Sugli Alberi introducono sfumature melodiche che ampliano la tavolozza sonora. Anche i featuring risultano funzionali al racconto e non appaiono come semplici collaborazioni inserite per esigenze di mercato.
Il risultato è un album che convince proprio perché non cerca scorciatoie. “CANTAUTORAP” preferisce affidarsi alla forza delle canzoni e alla coerenza del proprio linguaggio, dimostrando come la personalità possa ancora rappresentare il valore più importante all’interno della musica urban.







