Metcalfa

Dove finisce il jazz, comincia Metcalfa

Ci sono artisti che si distinguono perché hanno trovato un modo originale di stare dentro un genere e altri che si distinguono perché, semplicemente, sembrano non avere un posto preciso in cui stare. Metcalfa appartiene alla seconda categoria. Where We’re from the Birds Sing a Pretty Song non è soltanto un disco che mette in comunicazione jazz ed elettronica: è la conferma di un linguaggio talmente personale da rendere quasi inutile cercargli una collocazione. In una scena musicale in cui le contaminazioni sono ormai una regola e l’ibridazione è spesso diventata una formula, Metcalfa rappresenta un caso molto più raro: un unicum.

Dietro il progetto c’è Metello Bonanno, musicista che costruisce la propria identità proprio sulla doppia natura di batterista e produttore. Il centro del disco è infatti un dialogo continuo tra ritmo e melodia, tra il corpo fisico della batteria e la dimensione più astratta del pianoforte e dell’elettronica. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, perché attorno a questo nucleo si muove un universo di chitarre, basso, sax, tromba, flauto e voci. Il risultato non dà mai l’impressione di essere una somma di ingredienti: tutto sembra appartenere allo stesso organismo.

Metcalfa

È forse questa la caratteristica più interessante di Where We’re from the Birds Sing a Pretty Song. Metcalfa non utilizza il jazz come repertorio da aggiornare né l’elettronica come semplice superficie contemporanea. Ne assorbe piuttosto il modo di pensare il suono. La musica procede per deviazioni, incastri, improvvise aperture e cambi di prospettiva, senza la necessità di accompagnare l’ascoltatore verso un ritornello o una struttura riconoscibile. Anche quando emergono melodie più nette, rimane sempre la sensazione che possano trasformarsi da un momento all’altro in qualcosa di diverso.

I titoli dei brani costruiscono una geografia altrettanto singolare: Shangri La, Lund, Seaside Hill, Great Northern Hotel, Apache Dance, Peregrine, Strandbeest. Luoghi reali, immaginari e cinematografici che sembrano appartenere alla stessa mappa impossibile. Il riferimento a Twin Peaks, già evidente nel titolo dell’album, non serve però a costruire una semplice estetica riconoscibile: è piuttosto un modo per introdurre quella dimensione sospesa che attraversa tutto il lavoro. I luoghi, più che essere raccontati, vengono trasformati in sensazioni.

Ed è qui che Metcalfa si allontana definitivamente dalla semplice idea di “musica strumentale”. Queste undici tracce non sembrano composte per dimostrare qualcosa a qualcuno, né per esibire una particolare competenza tecnica, pur essendo evidente la complessità della scrittura. Sembrano invece nate dall’esigenza di dare una forma sonora a immagini, ricordi e ambienti che difficilmente avrebbero potuto diventare canzoni nel senso tradizionale del termine.

In questo senso, definire Metcalfa un artista di hybrid jazz è corretto ma non sufficiente. La definizione racconta il punto di partenza, non quello di arrivo. La sua vera peculiarità è proprio l’assenza di un riferimento immediato a cui ricondurlo: ascoltando Where We’re from the Birds Sing a Pretty Song si possono riconoscere influenze, tecniche e sensibilità, ma è difficile individuare un modello preciso da cui il progetto discenda. Ed è una caratteristica tutt’altro che secondaria in un panorama nel quale spesso l’originalità consiste nel combinare in maniera nuova elementi già perfettamente riconoscibili.

Metcalfa, invece, sembra aver costruito uno spazio proprio. Un territorio ancora difficile da definire perché, forse, non ha bisogno di essere definito. Where We’re from the Birds Sing a Pretty Song è un disco che non chiede di essere inserito in una scena: la attraversa lateralmente, prende ciò che gli serve e continua per la propria strada. Ed è proprio per questo che oggi Metcalfa rappresenta un unicum: non perché sia l’unico a mescolare jazz, elettronica, ambient e sound design, ma perché nessuno di questi elementi, preso singolarmente, riesce davvero a spiegare ciò che sta facendo.

https://www.instagram.com/metello_metcalfa