Un brano intenso, nato dall’incontro con Marco De Alexandris, che trasforma la diversità in forza e la fragilità in luce. Marco Forti ci guida dentro una narrazione profonda, fatta di rispetto, ascolto e musica, dove l’amicizia diventa voce e il dolore si fa racconto condiviso.

Il singolo «Ma che colpa ne ho» nasce da una storia profondissima, quella di Marco De Alexandris. Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che la sua voce sarebbe diventata anche la tua?
Intanto ti ringrazio per questa domanda perché credo sia proprio il fulcro di tutto quello che tratto in questo mio secondo progetto discografico, di cui anche questo brano ne fa parte. Penso che nella vita, ognuno di noi abbia una missione da svolgere ben precisa e non importa a chi sia destinata o di che tipologia possa essere, purché però sia uno di quegli obiettivi che ci rende “vivi” e il mio, forse, è proprio quello di dare voce e spazio a tutto quello che merita di essere messo in luce, come la storia di questo ragazzo, che conobbi circa 15 anni fa, per caso. Non so sinceramente se ci sia stato un momento preciso in cui ho capito che la sua voce sarebbe diventata anche la mia, un giorno. Probabilmente, l’incontro casuale con Marco e la sua famiglia è stato per me una grande fonte d’ispirazione per la nascita di questo brano, che oggi porta con sé l’attuale titolo. All’epoca, si chiamava “Io: Fratello Minore” ed è stata la canzone che mi ha permesso di conoscerlo meglio e di entrare nel suo mondo e nella vita dei suoi famigliari. Da lì, ho iniziato piano piano a comprendere meglio la sua storia e questa mia voglia di metterla in luce, attraverso la mia musica. Da quel giorno è iniziato per me anche un percorso di crescita personale, grazie a Marco
Il brano è una preghiera laica che parla di destino, fragilità e perdono. Cosa ti ha colpito di più della vita di Marco e come hai scelto di tradurlo in musica?
Quello che di lui mi ha colpito sin da subito è il fatto di non essersi mai arreso alla vita anzi, sorride sempre, nonostante le avversità e affronta tutto con un’energia positiva e, oserei dire, terapeutica. Ho scelto di tradurlo in musica perché penso sia uno dei mezzi che abbiamo più diretto e più semplice, per comunicare e arrivare al cuore di molti. Noi viviamo sempre tra le note, in mezzo ai ritmi, nei silenzi musicali, … in qualsiasi cosa che facciamo! Noi stessi siamo frequenze che vibrano e, in quanto tali, andiamo alla ricerca di suoni che ci completano e ci uniscono
Musicalmente la canzone ha un crescendo emotivo molto potente. Come hai lavorato con Cristiano Romanelli e Simone Cerratti per creare un arrangiamento che rispecchiasse la verità del testo?
Abbiamo realizzato varie versioni prima di arrivare a scegliere l’arrangiamento definitivo che secondo noi si sposasse al meglio con la verità del testo. Inizialmente con Cristiano ho lavorato non solo sulla forma e sulla struttura del brano, come riadattamento a ciò che adesso è la versione attuale e definitiva, ma molto sulla sua semplicità nel comunicare una storia, che al contrario è molto complessa e, come ogni legge fisica vuole, gli opposti anche in musica si attraggono! Successivamente con Simone abbiamo individuato, oltre all’idea di un vestito musicale corretto, dei suoni specifici che hanno il ruolo di connessione tra la storia in sé e lo stato d’animo del pezzo. Inoltre, abbiamo voluto richiamare quella musicalità “Celentanesca e Miniana” degli anni ’70 e ’80; non a caso il brano termina in un lungo e graduale fade out (dissolvenza). Per dare infine un tocco musicale più umano e una veridicità non solo testuale ma anche di arrangiamento, ho registrato in studio insieme alla mia band, che ringrazio: Simone Forti alla batteria, Luca Pizzorni al basso, Leonardo Di Marzio alle tastiere e Simone D’Aquilio alle chitarre (acustiche ed elettriche). Per la prestazione vocale femminile, nel ruolo di vocalist, ha collaborato al progetto l’artista SONIA (Sonia Benedetto)
Il pezzo denuncia l’indifferenza verso la diversità, ma allo stesso tempo trasmette umanità e speranza. Quale messaggio vorresti che restasse impresso al primo ascolto?
Come detto poc’anzi, quello che secondo me resta impresso al primo ascolto è l’orecchiabilità del brano, nel suo insieme, senza farci troppo caso al testo e al messaggio che cela. Questo darebbe la voglia di riascoltarlo ancora una volta e riconoscere il valore umano, nella forza di perdonare un errore commesso; non solo medico ma anche sociale, in quanto il Diverso, a differenza del Normale, è sempre stato visto come un “qualcosa in meno” e quindi da escludere, piuttosto che un fattore aggiunto e una crescita personale, per una ricchezza maggiore d’animo.
Guardando al futuro, come si inserisce «Ma che colpa ne ho» nel tuo percorso artistico e nel progetto «F.D.V – Forza Di Vivere»?
<<Ma che colpa ne ho>> è la canzone che ha dato l’input alla realizzazione di questo mio secondo progetto discografico, che avrà il nome di F.D.V. – Forza Di Vivere. Sarà uno dei 10 brani presenti nel disco e oltre ad essere una preghiera laica che parla di destino, fragilità e perdono è anche una denuncia sociale e un quesito che ognuno di noi fa a sé stesso, di fronte al grande mistero dell’umanità: <<Ma che colpa ne ho io se il flusso delle cose, nel mondo, va in un certo modo? Quale sarebbe il mio ruolo in questo eterno e continuo divenire degli eventi?>> Marco, con la sua storia e il suo essere Diverso, nel corso degli anni e nell’evolversi della nostra amicizia, mi ha risposto a qualche domanda esistenziale
Se dovessi scegliere una frase del testo che rappresenta il cuore emotivo del brano, quale sarebbe e perché?
<<Dicono che nasci quando nascerai … dicono che cresci e poi non cresci mai>> Per me è proprio questa la frase che rappresenta il cuore emotivo del brano perché se fosse vero che la storia compie sempre lo stesso giro negli anni e che tutto si ripete nel tempo, allora questa frase sarebbe purtroppo una millesima conferma sul fatto che non impariamo mai, ma cadiamo sempre sugli stessi errori e facciamo ben poco per fare in modo che questo non accada più o accada meno.








