Dal TikTok a un pianeta rosa: chi è Mike Sain’t Louis, il cantautore di Madrid che presenta “La Mierda Más Insignificante”

Il panorama della musica indipendente continua a riservare geografie imprevedibili e progetti fuori dagli schemi. Arriva direttamente da Madrid Mike Sain’t Louis, cantautore e produttore che ha da poco pubblicato su YouTube il videoclip ufficiale del suo ultimo singolo, intitolato senza filtri “La Mierda Más Insignificante” (ascoltabile [01:47]). Un titolo volutamente crudo e provocatorio, che fotografa con spietata ironia le dinamiche tossiche di certe relazioni e il peso specifico dell’essere umano agli occhi di chi preferisce sminuirlo.

MikeSaintLouis copertina

Dalle origini virali al “Planeta Gayfolk”

La parabola artistica di Mike Sain’t Louis ha una data d’inizio ben precisa: il 2024, anno in cui il brano “Tan Cateto” è diventato virale su TikTok, aprendo le porte a una produzione seriale e instancabile. Oggi i numeri raccontano una mole di lavoro monumentale: 273 singoli pubblicati, oltre 280 videoclip su YouTube e una trilogia kolossal intitolata GAYFOLK,composta da tre album e ben 275 brani complessivi che delineano un vero e proprio pianeta queer immaginario.

Tutto viene gestito in totale autonomia: la musica esce per la sua etichetta indipendente MIKE SAIN’T LOUIS,distribuita da Ditto Music, ed è interamente messa a disposizione del pubblico in download gratuito. Sul piano linguistico,l’artista si muove con agilità tra lo spagnolo – lingua principale –, l’inglese, il francese e il portoghese.

In Spagna il progetto ha raccolto l’attenzione di testate e addetti ai lavori come CharlyFM, Revista 360º, Muzikalia e Mindies, mentre a livello internazionale la eco si fa sentire: a ottobre tre delle sue tracce (“Llorar”, “La primera drag” e “Tan Cateto”) hanno brillantemente superato le audizioni per il programma “The Gateway” della radio britannica Garden City Radio.

Il brano e l’estetica visiva

Musicalmente, lo stile di Sain’t Louis si muove tra il pop alternativo, l’elettropop e le radici della copla spagnola, innestate su un’estetica marcatamente camp che definisce l’identità del suo Planeta Gayfolk.

Il videoclip di “La Mierda Más Insignificante”, della durata di 3 minuti e 25 secondi, è un viaggio visivo immerso in un paesaggio surreale: un pianeta rosa fatto di saline, deserti, geyser fumanti, mari color lampone, architetture futuristiche e cieli solcati da corpi celesti. In ogni inquadratura l’artista sfoggia un outfit differente – da una giacca di velluto viola ricamata a preziosi dettagli di perle, mantelli e completi sartoriali –, frutto di un processo di creazione digitale unico. Il video non nasce infatti da un set tradizionale, ma è composto da ben 50 immagini fisse dell’artista, animate attraverso l’intelligenza artificiale e montate a tempo di musica con tagli rapidi e flash visivi, mentre il titolo si apre in apertura con scritte metalliche rosa neon ed effetto glitch. L’audio originale del brano, intenso e cadenzato, resta intatto e fa da colonna sonora a versi taglienti come: «Decías que el caos venía conmigo y eras tú quien lo traía… quería salvarme y luego barrerme como si fuera la mierda más insignificante» ([01:20], [01:47]).

Intelligenza artificiale e autobiografia cruda

C’è una trasparenza totale nel modus operandi di Mike Sain’t Louis, che sceglie di non nascondersi dietro a sovrastrutture.Scrive personalmente tutti i testi, mentre la musica e la voce vengono generate tramite intelligenza artificiale con licenze a pagamento. Si definisce senza mezzi termini “il primo cantautore IA” e, con una dose di tagliente autoironia, “il primo cantautore di serie B”.

Sulla natura della sua opera ha dichiarato apertamente: «Questo non è ChatGPT che fa musica. È autobiografia cruda, raccontata con Suno.» E in effetti, dietro l’involucro tecnologico e l’estetica pop-camp, i brani affrontano temi di forte spessore psicologico ed emotivo: il narcisismo, la salute mentale, gli abusi invisibili, il bullismo, l’omofobia, la complessità dell’amore queer e il dolore della perdita.

Un progetto radicale, che sfida i confini tradizionali della produzione discografica e dimostra come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento di espressione autoriale nuda e cruda.

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