In un panorama musicale nel quale software e strumenti virtuali hanno assunto un ruolo sempre più importante, Massimo Amore sceglie un approccio differente per il suo singolo “Endless Desire”. Il musicista punta sulla registrazione diretta in audio e sull’utilizzo di sintetizzatori hardware, recuperando un metodo di lavoro che richiama le produzioni degli anni Ottanta e Novanta.
Il brano è una composizione strumentale per sax contralto e orchestra, caratterizzata da influenze synth-pop e ambient. Una combinazione che mette in relazione strumenti e linguaggi musicali differenti, con particolare attenzione alla costruzione delle sonorità.
La particolarità del progetto risiede soprattutto nelle scelte tecniche. Massimo Amore ha utilizzato Korg Kronos 2, Yamaha Montage 7, Pro 3 Sequential e OB-6 Oberheim, registrando le esecuzioni direttamente in audio. Una procedura che richiede precisione e che, secondo l’artista, permette di ottenere una maggiore profondità sonora rispetto all’impiego degli strumenti virtuali.
Anche la configurazione dello studio riflette questa impostazione. La produzione è stata realizzata con Logic interfacciato con Pro Tools HD3, una scheda Digidesign 192 e due preamplificatori 4-710 D. Una catena di registrazione attraverso la quale il musicista ha cercato di valorizzare le caratteristiche dei singoli strumenti.
Al di là degli aspetti tecnici, “Endless Desire” si presenta come un lavoro che guarda alla tradizione della musica elettronica strumentale, senza rinunciare a un’impostazione contemporanea. Il riferimento alle sonorità del passato non è soltanto una questione stilistica, ma riguarda anche il modo in cui la musica viene eseguita e registrata.
Il singolo offre così uno spunto di riflessione sul rapporto tra tecnologia e interpretazione musicale. Massimo Amore sceglie di mettere al centro l’esecuzione e la qualità della sorgente sonora, facendo della registrazione una componente fondamentale del proprio percorso creativo.
Quando nasce un tuo brano, riesci a distinguere nettamente il momento della composizione da quello dell’arrangiamento oppure i due processi procedono insieme?
In linea generale, un brano nasce da una stesura armonica stimolante sulla quale inizio a provare un ritmo di drums. Lavoro sulle fondamenta: basso, batteria, piano, chitarra. Se il motore si accende e mi convince, comincio a lavorare sulla carrozzeria e gli interni, quindi prima melodia principale e poi archi o fiati oppure altri strumenti.
In “Endless Desire” come hai costruito il rapporto tra la componente orchestrale e quella elettronica?
I suoni del brano sono preset dei due synth Kronos 2 e Montage 7. Sono preset tradizionali, quindi drums, basso, chitarra, archi e sax alto, congas e Hammond. Il rapporto tra i vari strumenti deve essere equilibrato, amalgamato. La scelta dei timbri è fondamentale e così pure il tipo di suono da adoperare in quel momento. Intuizione, fantasia e esperienza giocano nella stesura e si aiutano a vicenda.
Quanto è importante l’armonia nel determinare l’atmosfera di una composizione strumentale come questa?
L’armonia, intesa come scelta degli accordi, è un elemento anch’esso rilevante, anche perché su di essa andrà ad appoggiarsi la melodia principale.
Senza una voce e un testo, quali strumenti utilizzi per creare sviluppo e variazioni durante il brano?
Il sax contralto è lo strumento principale ed è quello che si avvicina di più alla voce umana. Poi le modulazioni, passare a una tonalità più alta cercando di rendere il brano in continua evoluzione. Ovviamente, escludendo la batteria, gli altri strumenti dovranno seguire la tonalità nel momento della variazione.
Da arrangiatore, come capisci quando aggiungere un elemento e, soprattutto, quando invece è necessario toglierlo?
Si cerca di capire, riascoltando il brano, quali strumenti inserire nel contesto. La fantasia e l’esperienza di studio aiutano molto, poi la ricerca o nei preset o ricercando il suono utilizzando i comandi del synth. Comunque, in linea di massima, è un’operazione puramente istintuale.
Quando consideri davvero terminato un arrangiamento?
Quando suona e mi convince. A un certo punto, riascoltando il giorno dopo e il giorno dopo ancora, dici basta, mettere altre parti appesantirebbe il tutto, perciò metti il freno.










