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Kanestri: la musica che salva le vite tra la cura dei dettagli e la magia dell’inaspettato

Scrivere canzoni per rimettere a posto i pezzi della propria vita e lasciarsi guidare dal potere catartico del levare e delle sonorità rock: è questa la costante che definisce la poetica di Kanestri. Con la pubblicazione dell’album d’esordio Difetti di fabbrica, il cantautore rifiuta le spiegazioni didascaliche per lasciare al pubblico la totale libertà di viaggiare con la fantasia ed esplorare il proprio immaginario. In questa chiacchierata con Diffusioni Musicali, tra l’importanza della complicità in studio e la consapevolezza dei propri limiti attitudinali, Kanestri riconferma la sua sincera avversione per le strategie, concentrandosi sull’unica cosa che conta davvero: la continua ricerca per migliorarsi come uomo e come artista.

Dall’unione tra la passione per il basket e l’attitudine punk rock nasce il progetto Kanestri. C’è stato un momento chiave, o un evento specifico nella tua vita, che ha segnato ufficialmente l’inizio di questo tuo personalissimo percorso artistico?
Ciao ragazzi, sempre bello parlare con voi. Ci conosciamo da un po e rischio di essere davvero troppo ripetitivo… Scrivo canzoni per rimettere a posto i pezzi, tutto parte da qui. E la musica salva le vite.

I tuoi brani scavano a fondo nelle pieghe dell’anima. Quando chiudi la produzione di un brano in studio (penso ad esempio a un pezzo intimo come “Me lo so aggiustare”), chi è la primissima persona con cui lo condividi e perché ti fidi così tanto del suo giudizio?
Chiudere un brano è sempre il momento più alto del mio “fare la musica”, è la sensazione più piacevole che io abbia mai provato in vita mia. Detto questo la prima persona con la quale condivido i dettagli è il mio batterista Matteo Sideri, alias TEGU. La sua sensibilità artistica è decisamente fuori dal comune e lo ritengo, oltre che un grande amico, uno dei migliori artisti e musicisti in circolazione.

Il punk e l’indie rock si nutrono molto di condivisione, sottosuolo e palchi locali. Come vivi la scena musicale della tua città? Ti ha influenzato o stimolato in qualche modo durante la tua crescita?
Ho suonato molto in giro e mi sono sempre fatto ispirare molto da ciò che accadeva lontano da casa, piuttosto che nella mia città, Senigallia. E di questo me ne dispiaccio un po, oggi. Avrei potuto fare di più per creare connessioni musicali nel raggio di 30km da casa. Resto in ogni caso un disadattato e sociopatico. Forse è questo il più grande dei miei limiti.

Il tuo album di debutto “Difetti di fabbrica” è finalmente fuori. Qual è stata la sua genesi in studio e qual è, secondo te, il filo conduttore emotivo che lega brani apparentemente diversi come “Nel buio” e “In rotta con lo sport”?
Non posso spiegare la musica. Nel momento in cui la spiego, fallisco. Ascolta il mio disco, fatti una tua idea e crea il tuo immaginario. Anche a questo serve la musica. A viaggiare con la fantasia.

Con questo primo importante lavoro hai messo un punto fermo sulla tua mappa artistica. Quali nuovi orizzonti musicali o tematici ti piacerebbe esplorare in futuro con la tua musica e su cosa sta lavorando la tua mente in questo momento?
Il bello è proprio non sapere ciò che mi aspetta. Altrimenti farei altro. Sto lavorando per migliorarmi sia come individuo che come musicista. Ciao ragazzi, a presto! IG:kanestri_