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Lorenz Castelli racconta “Tutto di te”: il singolo che riscopre le relazioni autentiche

Lorenz Castelli torna con “Tutto di te”, un brano che invita a riscoprire il valore delle relazioni autentiche in un’epoca dominata da schermi, notifiche e comunicazione digitale. Con un sound pop-rock costruito su strumenti realmente suonati e una scrittura che mette al centro la semplicità dei gesti quotidiani, il cantautore propone una riflessione sincera sul bisogno di tornare a vivere i sentimenti senza filtri. In questa intervista per Diffusioni Musicali, Lorenz Castelli racconta la nascita del singolo, il lavoro con Andrea Amati e Michele Coratella, la scelta di una produzione autentica e il desiderio di riportare al centro la musica suonata dal vivo e le emozioni vissute davvero.

“Tutto di te” nasce come una riflessione sul bisogno di autenticità. Cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema proprio oggi?
Lorenz: La spinta iniziale è arrivata quando mi sono guardato allo specchio e mi sono reso conto di quanto fossi diventato io stesso dipendente dallo smartphone. Mi sono accorto che oggi è quasi più facile esprimere attrazione o vicinanza a una persona mandandole un cuoricino su un display piuttosto che guardarla negli occhi e gestire l’imbarazzo e la verità di un incontro reale. Spesso ci nascondiamo dietro uno schermo per paura di essere rifiutati o di non sentirci all’altezza. Con il mio nuovo singolo “Tutto di te” ho voluto lanciare un segnale intimo: un invito a riappropriarsi di quei piccoli riti senza filtri digitali, per ritrovare una connessione umana tangibile e sincera in mezzo al rumore della rete.

Nel brano racconti un mondo fatto di vocali, like e distrazioni digitali. Pensi che stiamo perdendo la capacità di vivere davvero le relazioni?
Lorenz: Purtroppo sì, stiamo trasformando i sentimenti in qualcosa di rapido e consumabile, sacrificando la qualità del contatto fisico sull’altare della gratificazione istantanea di una notifica. Preferiamo delegare le nostre emozioni a lunghissimi messaggi vocali o alla perenne ricerca dell’approvazione social tramite i “like”, invece di goderci il silenzio di un momento vissuto a due. Nel testo di “Tutto di te” ho voluto fare un elogio alla semplicità di ogni giorno: preparare un caffè, la leggerezza di un cuscino lanciato per gioco o un ballo improvvisato. Sono queste interazioni imperfette e fisiche a tenere in piedi una storia d’amore, che non ha bisogno di algoritmi ma di quella splendida fatica che si fa nel dirsi “ti voglio bene” stando vicini. E chissà che quel “ti voglio bene”, vissuto con reale presenza e senza essere abusato, non possa finalmente trasformarsi in un più onesto, coraggioso e sincero “ti amo”.

Hai scelto un sound pop-rock costruito su strumenti realmente suonati. Quanto era importante che anche la produzione rispecchiasse il messaggio della canzone?
Lorenz: Era di fondamentale importanza: non avrei mai potuto cantare la bellezza delle cose vere se la base musicale fosse stata fredda e interamente programmata al computer. La mia è una precisa scelta di artigianato sonoro in un panorama musicale italiano che oggi è saturo di produzioni piatte, voci robotiche e finti live basati sull’eccesso di autotune. Certo, in studio credo nel valore del labor limae — quel lavoro di rifinitura in cui un piccolo aggiustamento di pitch ci sta per confezionare un prodotto ottimale — ma la base deve essere un’ottima performance vocale. Un artista deve saper cantare, avere presenza scenica e quel tocco di sana follia che ti permette di reggere il palco. Registrare con veri strumenti significa dare al pubblico una verità musicale che sono pronto a difendere live, nota dopo nota.

Andrea Amati e Michele Coratella hanno avuto un ruolo importante nel progetto. Cosa hanno aggiunto a “Tutto di te”?
Lorenz: Hanno dato al mio brano una maturità e una marcia in più straordinarie. Michele Coratella è un produttore di immenso spessore che ha compreso all’istante l’anima del pezzo: trattandosi di una canzone nata per essere semplice ed energica, ha evitato inutili sovraincisioni trovando subito un arrangiamento pop-rock pulito, caldissimo ed essenziale, perfetto per essere suonato da una classica band a quattro elementi. Andrea Amati è un grande autore del panorama nazionale, ma soprattutto un amico con cui è nata subito un’ottima sintonia nell’ultimo anno. Andrea ha letto i miei testi, ne ha apprezzato la spontaneità e mi ha aiutato a rifinire il testo inserendo immagini poetiche di grande impatto visivo, a partire dalla bellissima idea del tango ballato in salotto a piedi scalzi.

La tua musica ha spesso un taglio cinematografico. Se questo brano fosse un film, quale scena rappresenterebbe meglio la sua essenza?
Lorenz: Sarebbe sicuramente l’inquadratura di due persone che iniziano a ballare un tango disordinato nel salotto di casa, senza scarpe e senza nemmeno la musica accesa, nel bel mezzo di una giornata qualunque. Rappresenta quel momento perfetto in cui decidi di staccare tutto, spegnere le notifiche e azzerare il caos del mondo esterno per focalizzarti solo sull’altra persona. È un’immagine calda, intima, quasi un fermo immagine in cui si accetta l’altro per come è davvero, con tutte le sue imperfezioni, riscoprendo la magia dell’attimo presente.

Cosa speri rimanga a chi ascolterà “Tutto di te” per la prima volta?
Lorenz: Mi auguro che l’ascoltatore si senta investito da un’ondata di energia calda, sincera e da un ritmo così trascinante e incalzante da far venire la voglia spontanea di mettere via il telefono, alzare il volume e iniziare a urlare il ritornello a squarciagola. Vorrei che questo singolo venisse percepito come una fotografia nitida delle nostre giornate, capace di far riflettere sulla bellezza delle piccole cose reali, spingendo chi ascolta a dedicare queste parole al proprio lui, alla propria lei o, più in generale, alla meraviglia della vita stessa. Soprattutto, ci tengo che arrivi forte il valore di un progetto genuino: “Tutto di te” nasce come percorso solista, ma è un brano fottutamente potente che si suona benissimo in quattro o cinque elementi, tutto rigorosamente live e senza basi finte. È la stessa scarica di adrenalina pura che porto sul palco con la mia Contromano Music Band (CMB) insieme a Piero Virzì alla chitarra, Danilo Buttitta al basso, Gaspare Greco alla batteria e con la spinta organizzativa della nostra manager Antonella Trapani. Spero che la gente senta proprio questo: il cuore, il sudore e la verità di una musica fatta per essere vissuta sulla pelle.