LoRe Alessandro Lo Re

LoRe, l’arte di crescere un passo alla volta: «Dalle aule dell’Accademia al mio primo live a Tor Bella Monaca»

Non è da tutti scegliere di fermarsi per crescere. Mentre il mondo corre, Alessandro Lo Re, in arte LoRe, ha deciso di ascoltare i consigli di ASI Settore Musica per affinare il suo talento. Romano, classe 2006, vincitore del premio per il miglior testo con ‘Ciao Emanuele’, Alessandro si prepara ora a un debutto live che sa di maturità, tra omaggi al grande Califano e la voglia di urlare la propria identità. Lo abbiamo incontrato a pochi giorni dal suo concerto a Tor Bella Monaca…

LoRe Alessandro Lo Re

Alessandro, hai iniziato a studiare canto e piano a 13 anni e a scrivere a 14. Cosa ha fatto scattare in te l’esigenza di passare dall’essere un ascoltatore a diventare un creatore di musica?

Credo sia stato un bisogno naturale, quasi inevitabile. Ascoltavo tanta musica e a un certo punto non mi bastava più riconoscermi nelle parole degli altri: sentivo il bisogno di raccontare le mie emozioni, le mie esperienze, anche le mie fragilità. Scrivere è diventato un modo per capirmi meglio e per dare un senso a quello che vivo. Da lì è nato tutto.
La musica per me è magia, mi fa sentire in sintonia con il mondo e con me stesso.

L’Accademia Artisti nel 2024 è stata una tappa importante. Qual è la lezione più preziosa che hai portato a casa da quell’esperienza e che applichi oggi nella tua scrittura?

La lezione più importante è stata l’onestà. Mi hanno insegnato che non serve scrivere qualcosa che piaccia a tutti, ma qualcosa che sia vero. Oggi cerco sempre di non costruire testi “di facciata”, ma di essere diretto, anche quando è scomodo. È questo che rende una canzone credibile.

Il tuo brano “Ciao Emanuele” ha vinto il premio ASI Settore Musica per il miglior testo. Quanto è importante per un giovane artista ricevere un riconoscimento che punta i riflettori proprio sulle parole e sul messaggio?

È stato fondamentale. Ricevere un premio per il testo significa che il messaggio è arrivato davvero. Per me le parole sono il cuore di una canzone, quindi questo riconoscimento mi ha dato tanta fiducia e mi ha fatto capire che sto andando nella direzione giusta.

Quest’anno non sarai a ItaliaVision 2026 perché ASI Musica ha scelto di dare priorità alla tua crescita artistica e preparazione. Come stai vivendo questo “anno sabbatico” dai contest per concentrarti sulla tua evoluzione?

All’inizio non è stato semplice, perché i contest danno visibilità e adrenalina. Però ho capito che fermarsi è una scelta intelligente. Sto lavorando tanto su di me, sulla scrittura, sulla presenza sul palco. È un investimento sul lungo periodo, e oggi lo vivo con maggiore consapevolezza.

Che ruolo gioca ASI Musica nel proteggere e guidare un talento emergente nel complesso mercato discografico attuale?

ASI Musica per me è una guida. In un ambiente dove è facile perdersi o bruciare le tappe, avere qualcuno che ti protegge e ti indirizza è fondamentale. Mi stanno aiutando a costruire un percorso solido, senza forzature, rispettando i miei tempi e la mia identità artistica.

In “La Vita Non È Un Film” (presentata a ItaliaVision 2025) affronti temi generazionali. Qual è il “film” che cerchi di raccontare attraverso le tue canzoni?

Il film che racconto è quello della realtà, senza filtri. Parlo della mia generazione, delle sue paure, delle aspettative, del senso di smarrimento ma anche della voglia di emergere. Non è un film perfetto, ma è autentico. E credo che proprio per questo le persone possano riconoscersi.

Roma è spesso protagonista nella musica. In che modo la tua città influenza il tuo modo di scrivere?

Roma è tutto. È contraddizione, bellezza e difficoltà insieme. Crescere qui ti segna, ti dà storie da raccontare. Nei miei testi c’è tanto di quello che vedo ogni giorno: le strade, le persone, le emozioni che questa città ti fa vivere. È una fonte continua di ispirazione.

Il 15 Maggio debutterai alla Sala Cinema “A. Cerrone” a Tor Bella Monaca. Cosa si deve aspettare il pubblico da questo tuo primo vero Live?

Sarà un live molto sincero. Non voglio solo cantare, voglio raccontarmi. Ci sarà energia ma anche momenti più intimi. È un punto di partenza importante per me, quindi darò tutto. Chi verrà vedrà davvero chi è LoRe, senza filtri.

Durante il concerto omaggerai giganti come Franco Califano ed Enrico Boccadoro. Cosa rappresentano per te questi due artisti e come si concilia la loro eredità con il tuo stile moderno?

Sono due punti di riferimento. Califano rappresenta la verità cruda nei testi, mentre Boccadoro ha una profondità musicale che ammiro molto. Cerco di prendere da loro l’autenticità e portarla nel mio mondo, con un linguaggio più attuale. È un modo per rispettare la tradizione senza smettere di innovare.
Sono orgoglioso di portare dei pezzi di questi due incredibili artisti il 15 maggio.

A pochi giorni dal live e nel mese del tuo ventesimo compleanno, qual è l’emozione prevalente: l’adrenalina o la responsabilità?

Direi entrambe, ma forse leggermente di più la responsabilità. Sento che questo è un momento importante, però l’adrenalina mi aiuta a trasformare tutto in energia positiva sul palco.

Oltre a queste domande, raccontaci il tuo percorso artistico e il tuo rapporto con Rita De Angelis e ItaliaVision

Il mio percorso artistico è iniziato in modo molto spontaneo, ma negli ultimi anni è diventato sempre più concreto. Ho lavorato tanto per crescere, sia tecnicamente che umanamente. L’esperienza con ItaliaVision è stata fondamentale: mi ha dato visibilità ma soprattutto consapevolezza.

Il rapporto con Rita De Angelis è stato ed è molto importante. È una figura che mi ha aiutato a credere di più in me stesso, ma anche a mantenere i piedi per terra. Con lei e con il team di ItaliaVision ho trovato un ambiente che valorizza davvero gli artisti, non solo per quello che fanno, ma per quello che sono.
Hanno fin da subito creduto in me, non è scontato, mi hanno dato fiducia, hanno ascoltato le mie parole, le mie canzoni, sono una guida per me.

Segui LoRe

Instagram