Alberto conti

Alberto Conti racconta “Oleandri”: l’intervista

Con Oleandri, Alberto Conti firma il suo album d’esordio e apre le porte a un universo emotivo autentico e profondamente personale. Un lavoro che nasce dall’osservazione del quotidiano e dalle esperienze vissute in prima persona, trasformate in canzoni dal respiro universale, capaci di parlare a chi ascolta senza filtri né sovrastrutture.

Il disco si muove tra introspezione e delicatezza pop, costruendo un percorso che molti hanno definito catartico: un viaggio di consapevolezza in cui le emozioni diventano materia sonora e racconto condiviso. Ogni brano è il risultato di un processo naturale ma curato nei dettagli, dove l’urgenza espressiva si intreccia a una ricerca attenta delle sfumature.

In questa intervista per Diffusioni Musicali, Alberto Conti racconta la genesi di Oleandri, il rapporto con le proprie radici musicali, il valore del primo ascolto condiviso con i genitori e i nuovi orizzonti artistici che iniziano ora a delinearsi, tra brani intimi e aperture più leggere.

Il tuo debutto è stato definito da alcuni come un viaggio “catartico”: c’è stato un momento chiave o un’esperienza specifica che ha dato il via alla scrittura di questo album?
Per la scrittura dei miei brani prendo ispirazione dalle cose che mi circondano e che vivo io in prima persona. Mi piace cercare di raccontare queste esperienze nella maniera più universale possibile, così che più persone possibili si possano immedesimare in quello che dico.

Il tuo sound è curato e ricco di sfumature: dopo aver chiuso la produzione di un brano così personale, chi è la prima persona con cui senti il bisogno di condividerlo per avere un primo feedback?
Le prime persone a cui ho fatto ascoltare Oleandri sono stati i miei genitori, è sempre molto difficile avere il coraggio di far ascoltare un brano originale, sopratutto se è un brano così emotivo.

Le tue canzoni hanno un respiro universale, ma spesso le radici contano: come vivi la scena musicale della tua città e senti che l’ambiente circostante abbia influenzato la tua estetica pop?
Io credo che nelle mie canzoni si possano sentire le influenze musicali che mi circondano, vivo in una regione molto ricca musicalmente e sono sicuro che mi abbia influenzato molto.

“Oleandri” è finalmente fuori: ci racconti la genesi di questo progetto? Come si è evoluto il sound dai primi provini fino alla versione definitiva che ascoltiamo oggi?
Oleandri è un brano che ho scritto in maniera molto naturale, una volta che mi è venuta l’idea, la realizzazione è stata una diretta conseguenza. E’ stato molto divertente e impegnativo arrivare alla versione definitiva, poichè ero sempre li ad aggiungere piccoli elementi.

Nel videoclip di “Oleandri” usi immagini forti come il tuffo in una piscina invernale per rappresentare una liberazione emotiva: quali nuovi orizzonti visivi e musicali vuoi esplorare ora?
Sinceramente non so dirlo con precisione cosa scriverò in questi mesi, essendo una persona che prende tanto in considerazione i sentimenti e gli stati d’animo, sicuramente ci saranno presto nuovi brani intimi ma anche altri di natura più leggera.