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INTERVISTA- “Devi dimostrare” di Gianni Rotella: voce nuda, verità cruda

Nel nuovo singolo, Rotella si confronta con i propri limiti, sfidando sé stesso e il rumore del mondo. Un messaggio universale, nato da un’urgenza personale: quella di rimanere umani e presenti, anche quando sembra più facile sparire. E la musica, ancora una volta, diventa respiro.

Nel brano “Devi dimostrare” lei sembra rivolgersi a se stesso e al suo passato. Quanto di autobiografico c’è in questa canzone?

Direi molto, cerco di trasferire le mie esperienze agli altri ma parlo molto con me stesso. Scrivere è sempre stato un modo per farmi coraggio, anche per accettare le cose che “accadono da sole”.

La canzone racconta il momento in qui le parole non bastano più. Secondo lei oggi viviamo in un’ epoca in cui si parla troppo e si agisce poco?

Viviamo in un epoca dove si parla troppo direi…sento gente che sa tutto di ogni argomento, sempre pronta a giudicare la vita degli altri e che pensa di sapere sempre quello che è giusto anche per te. Beati loro, io non sono sicuro di niente e spesso mi sto antipatico da solo.

Musicalmente il brano ha una produzione limpida ma intensa. Com’è stato lavorare con Andrea Maddalone e cosa ha portato al suo sound?

Andrea è prima di tutto una grande persona, poi come musicista è incredibile, riesce sempre a trovare il modo giusto per mettere in musica quello che io dico con il testo. Scherzando gli dico che ormai scrivo solo per poter imparare qualcosa di nuovo da lui…

La sua voce ha un’impronta genuina, quasi narrativa. Quanto conta per lei l’ autenticità interpretativa rispetto alla perfezione tecnica?

Per me è importante cantare le cose come se stessi parlando con ognuno che ascolterà la canzone, si deve capire che sono io a parlare. La tecnica vocale è essenziale e bisogna cercare di imparare ad usare sempre meglio lo strumento della voce ma lo è altrettanto sapere interpretare le varie emozioni. Bisogna che ci sia “sugo”.

“Devi dimostrare” sembra un messaggio universale, ma anche molto intimo. C’è un destinatario preciso dietro il testo, reale o simbolico?

Nessun destinatario preciso, credo che sia importante credere in se stessi, ci sono tante cose che dipendono da noi e bisogna non perdersi d’ animo nonostante le avversità della vita. Se abbiamo qualcuno con cui condividere gioie e dolori diventa tutto più facile, anche imparare ad accettare la cruda realtà.

Guardando avanti, quali sono le sue ambizioni come cantautore, sia in studio che dal vivo?

In studio sto già lavorando ad un EP di tre brani, l’idea è quella di unirli ai relativi videoclip come una sorta di trilogia. Dal vivo sto lavorando per l’anno prossimo, magari tornando al teatro La Claque di Genova dove ho già fatto concerti in passato. Il 21 Dicembre farò un concerto in acustico per Music fof Peace, solo io e la mia chitarra. Per il resto nessuna aspettativa, vorrei solo che le mie canzoni siano ascoltate da più persone.

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