La rabbia lascia spazio alla consapevolezza, la delusione diventa forza creativa. In “Non m’importa”, Reyson trasforma una storia personale in un brano che unisce leggerezza e profondità emotiva. Un pop vibrante, moderno, con echi soul e una scrittura che colpisce. Qui l’artista si racconta tra influenze e futuro.

Bentrovato, Reyson. “Non m’importa” ricopre un ruolo importante all’interno della tua carriera musicale?
Assolutamente si, è il punto d’inizio di una carriera musicale che per quanto mi riguarda spero non si fermi mai, è anche un modo per iniziare strizzando l’occhio al pop, che è un genere che io ho sempre apprezzato nonostante abbia gusti musicali molto variegati, ma lo vedrete.
Credi che l’amore, al giorno d’oggi, sia diventato ancora più complesso?
Secondo me si, adesso abbiamo troppo a disposizione, qualcuno potrebbe pensare che sia una cosa positiva, ma gli umani non hanno bisogno di troppo o troppo poco, hanno bisogno del giusto.
Cosa significa per te fare musica oggi, in un’epoca in cui tutto corre veloce e i sentimenti spesso sembrano filtrati?
Significa protestare, significa difendere la propria identità e il proprio cuore in un mondo che diventa sempre più meccanico man mano che si va avanti.
Hai citato artisti come Tiziano Ferro e Marvin Gaye. In che modo ti ispirano, e cosa cerchi di portare di loro nella tua musica?
Questi due in particolare nel modo di muoversi nelle parole, a livello interpretativo mi piacciono molto e cerco di attingere anche al loro modo di cantare per poter imparare qualcosa in più. Hanno voci molto diverse tra loro, ma ciò non significa che non abbiano punti d’incontro.








