Asia Chanel presenta “Gioielli”, il nuovo singolo che segna l’inizio della sua nuova fase artistica. La cantautrice romana, dal sound indie e art pop, sceglie di raccontare non la caduta, ma quello che quasi nessuno racconta: la fase che viene subito dopo, quando bisogna decidere in che modo tornare a stare in piedi.
“Gioielli” infatti nasce da una doppia frattura ravvicinata nel tempo: la perdita del padre e, subito dopo, la fine di una relazione importante e duratura. Non è però un brano costruito sul lutto in sé, quanto sulla fase che segue, quella in cui sembra essersi esaurita persino la spinta che fino ad allora aveva permesso di reggere il peso delle cose, e in cui l’unica domanda che resta è cosa ne sarà di sé. È in questa zona sospesa, tra lo smarrimento e la necessità di non disgregarsi, che Asia Chanel colloca il cuore del brano: il tentativo di restare intere mentre tutto sembra sfaldarsi.
“Eppure, nonostante tutto, rimane la volontà di tenere insieme i pezzi”, racconta l’artista.
Da questa tensione nasce l’immagine che dà il titolo alla canzone. Le cicatrici, nella scrittura di Asia, non sono un segno da nascondere ma qualcosa da portare in superficie: un’intuizione che richiama direttamente il kintsugi, la tecnica giapponese che ripara la ceramica rotta rendendo visibili ed esaltando le crepe. Applicata a un vissuto personale, l’immagine diventa un modo per raccontare la ricomposizione senza retorica: non si torna come prima, si diventa altro, portando con sé sia le ferite sia ciò che hanno insegnato.
“Mi sono ritrovata molto nel concetto del kintsugi”, spiega Asia. “Ho dovuto imparare a ricomporre i miei pezzi, portando con me le mie ferite, ma anche tutto quello che mi hanno insegnato.”
Ne esce un brano che l’artista stessa definisce malinconico ma non arreso: la malinconia, qui, è una tappa attraversata, mai un rifugio in cui restare.
Dietro questa scrittura c’è un atteggiamento più ampio nei confronti dell’esperienza: la convinzione che anche nelle fasi più dure si possa individuare un insegnamento, e che la sofferenza – quando è inevitabile, e spesso lo è – vada trasformata più che semplicemente respinta o subita. È da questa prospettiva che nasce l’equivalenza tra cicatrice e gioiello, che nel brano funziona quasi come chiave interpretativa: un gioiello non è solo qualcosa di prezioso, è anche qualcosa che si sceglie deliberatamente di mostrare.
“Non perché siano belle le ferite, ma perché è prezioso quello che sono riuscita a tirarne fuori”, sintetizza l’artista.
Musicalmente il brano si inserisce nella cifra sonora eterea e pianistica che caratterizza il progetto Asia Chanel, dove le atmosfere rarefatte lasciano ampio spazio a una scrittura testuale diretta e priva di filtri. Con “Gioielli” l’artista apre la sua nuova fase discografica affidandole un’ambizione precisa: diventare un punto di riferimento per chi sta attraversando un percorso simile di ricomposizione.
“Sarebbe un sogno per me arrivare al punto in cui un giorno possa essere il pubblico a cantare Gioielli insieme a me”, conclude Asia.
BIO ASIA CHANEL
Asia Chanel Beniamina Gigli, in arte Asia Chanel, classe 1998, romana, arriva alla musica attraverso il pianoforte, prima ancora che attraverso la voce. Nipote del tenore Beniamino Gigli, cresce in una casa dove la musica non è un’opzione ma un linguaggio di famiglia: comincia a suonare a cinque anni, canta accompagnandosi da sola a sette, ed entra a soli dieci anni al Conservatorio di Santa Cecilia, dove resterà per un decennio di formazione classica, scrivendo già in quegli anni il suo primo brano. Nello stesso periodo è anche ospite in alcune puntate di “Festa Italiana” su Rai, condotto da Caterina Balivo, esibendosi al pianoforte e alla voce.
La fine degli studi al Conservatorio coincide con un momento spartiacque: la perdita del padre, la persona con cui condivideva più intimamente la passione per la musica. È da lì che la scrittura comincia a farsi per lei un bisogno oltre che un mestiere, mentre in parallelo porta a termine un percorso opposto e complementare, la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale, conseguita con lode.
Prima di Asia Chanel c’è un altro nome: Alterego, poi Levene, il duo con cui pubblica “Panico” e “Maschere” e arriva in finale al Premio De André. Il progetto solista nasce nel 2022 con il singolo “Reverse”; negli anni successivi si dedica soprattutto al lavoro come ingegnere, ma la scrittura non si ferma, resta coltivata sottotraccia.
È nel 2025 che decide di tornare a tempo pieno sulla musica, e nel 2026 riporta i brani della sua nuova fase sui palchi dal vivo, a partire da “Gioielli”, il primo di una serie di singoli in uscita.
Il suo suono si muove tra indie, art pop e alternative pop, con il pianoforte come centro gravitazionale e un’estetica sospesa, quasi eterea. Dentro quell’involucro rarefatto, però, la scrittura resta concreta e diretta: perdita, ansia, rinascita, metamorfosi non sono temi accennati ma affrontati di petto, ed è proprio questo contrasto tra suono e contenuto a rendere riconoscibile la sua cifra artistica.
Scrive per immagini più che per concetti: le emozioni diventano scene, dettagli, piccoli frammenti narrativi in cui chi ascolta viene fatto entrare senza troppe mediazioni.
Attualmente lavora al suo primo EP, “Metamorfosi”.







