Disponibile da venerdì 18 settembre arriva su tutte le piattaforme digitali “SOLITE FACCE DI”, il singolo di debutto di BELLO SGUARDO, nuovo progetto solista di alt-elettronica in italiano, fuori per Riviera Dischi e in distribuzione The Orchard.
Elementi ordinari — facce, sguardi, stanze, corpi, schermi — osservati abbastanza a lungo da farli diventare instabili. La canzone parte da un’esperienza semplice: continuare a incontrare le stesse persone, riconoscerle perfettamente e accorgersi che l’abitudine non le ha rese meno ostili. “Le solite facce di merda ti guardano” viene ripetuto fino a trasformare uno sguardo quotidiano in una forma di controllo. È il racconto di quel momento in cui essere guardati smette di essere un fatto neutro e comincia a somigliare alla sensazione di essere visti, classificati e trattenuti dentro una normalità alla quale ci si è abituati quasi senza accorgersene.
Il suono segue la stessa traiettoria. Synth, loop, samples, ritmi nervosi, bassi elettronici e chitarre filtrate o destrutturate costruiscono una tensione che non cerca un’esplosione, ma accumula pressione. La voce, ravvicinata e quasi fisicamente esposta, diventa un altro elemento della macchina sonora. La ripetizione è centrale: una frase apparentemente semplice, ripetuta abbastanza volte, perde la propria innocenza e comincia a produrre disagio. Le canzoni osservano persone perfettamente funzionanti, routine, procedure, esposizione e controllo.
Dal vivo BELLO SGUARDO conserva questa dimensione di controllo: il progetto è eseguito da una sola persona, che gestisce voce, elettronica, chitarra e set, mettendo in relazione macchina e corpo, precisione ed errore.
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Musica & Testi – BELLO SGUARDO
Artwork – BELLO SGUARDO
Produzione – Povery Recording Studio
Grazie a Gabriele Pallanca e Jacopo Pagano di Riviera Dischi

BELLO SGUARDO nasce quando le cose normali cominciano a comportarsi male.
Le facce restano le stesse, ma a un certo punto sembrano vederti davvero.
Gli schermi controllano, i corpi trattengono, le stanze registrano tutto.
Le canzoni usano synth, sampler, chitarre deformate e ritmi che non stanno fermi.
La voce è vicina, esposta, trattata come un oggetto dentro la macchina.
Nei testi entrano uffici, videocamere, tutorial, muscoli, filtri e persone perfettamente funzionanti.
Le frasi sono semplici finché la ripetizione non le rende instabili.
Non c’è un mostro da combattere: il disturbo abita nella routine e conosce già il tuo nome.
Dal vivo una sola persona tiene insieme controllo, errore, elettronica e corpo.
BELLO SGUARDO osserva ciò che si ripete fino a deformarne il significato.







