Con “(A)normale” gli NFF mettono al centro una domanda scomoda: “Sono io a non essere normale o sono gli altri?”. Il brano racconta la mente come un luogo instabile, dove il pensiero gira su se stesso senza trovare via d’uscita. Ma non è solo una canzone sul disagio mentale: è anche una critica a una società che impone modelli e isola chi non si adegua.

Gli ossimori nel testo rappresentano il caos del pensiero patologico, che oscilla continuamente tra estremi. Il pezzo nasce prima come emozione, poi diventa suono e parole. Per gli NFF la musica non deve per forza rassicurare. Deve parlare. Anche quando ciò che racconta è scomodo. “(A)normale” non è una risposta. È una provocazione.








