La collaborazione tra Guè e GIZEH parte da uno dei simboli più riconoscibili dell’universo recente del rapper e lo porta fuori dalla dimensione discografica, tra cultura hip hop, madreperla, metallo e codici del lusso.
Nel rap italiano pochi artisti hanno costruito un immaginario riconoscibile quanto quello di Guè. Non soltanto attraverso la musica, ma anche grazie a un vocabolario fatto di oggetti, luoghi, riferimenti alla moda, gioielli e simboli che negli anni sono diventati parte integrante della sua identità.
È proprio da uno di questi elementi che nasce la nuova collaborazione Guè x GIZEH.
Il centro del progetto è l’ostrica, simbolo scelto dal rapper per Oyster Music, la sua etichetta discografica indipendente. Un’immagine già presente nel suo universo e che viene ora trasferita su una capsule composta da quattordici grafiche originali.
Più che introdurre un’estetica nuova, quindi, la collaborazione prende qualcosa che appartiene già al percorso dell’artista e lo porta su un terreno differente.
L’ostrica come chiave dell’immaginario di Guè
La scelta dell’ostrica funziona soprattutto per la contraddizione che racchiude.
La superficie esterna è irregolare, ruvida e materica. All’interno, invece, compaiono luce, madreperla e preziosità. Due dimensioni opposte che finiscono per convivere nello stesso oggetto.
Ed è difficile non leggere in questa dualità qualcosa di molto vicino all’estetica costruita da Guè nel corso della sua carriera.
Strada e lusso, cultura urbana e raffinatezza, concretezza e ostentazione fanno parte da tempo dello stesso linguaggio. Nei suoi testi possono trovarsi riferimenti estremamente popolari accanto a dettagli sofisticati, senza che uno escluda l’altro.
La capsule riprende proprio questa tensione e la trasforma in un concept grafico.
Madreperla, superfici metalliche, iridescenze e dettagli che richiamano il mondo della gioielleria vengono accostati a tonalità più scure e a suggestioni legate alla cultura urbana. Verde, viola, rosa, argento e nero attraversano le diverse grafiche mantenendo l’ostrica come elemento comune.

Quando il rap costruisce un’estetica oltre il suono
Il progetto offre anche uno spunto per osservare quanto l’identità di un artista contemporaneo non possa più essere letta soltanto attraverso la sua discografia.
La musica resta naturalmente il punto di partenza, ma visual, artwork, fotografia, moda e oggetti contribuiscono sempre più alla costruzione dello stesso universo.
Nell’hip hop questo rapporto esiste praticamente dalle origini.
Gli oggetti hanno sempre raccontato qualcosa: provenienza, appartenenza, gusto, successo, desiderio o trasformazione personale. Un paio di sneakers, un’automobile, un gioiello o un determinato capo possono diventare parte del racconto quanto una frase.
Guè ha fatto spesso di questo meccanismo uno degli strumenti della propria scrittura.
Per questo la collaborazione con GIZEH appare più interessante quando viene letta non soltanto come incontro tra artista e marchio, ma come estensione di un linguaggio già consolidato.
Il nome di Guè non viene semplicemente applicato a un prodotto. Il punto di partenza è un simbolo nato all’interno del suo progetto musicale.
Da Oyster Music all’oggetto
Con Oyster Music, l’ostrica ha assunto una funzione precisa all’interno dell’universo recente del rapper.
Trasportarla fuori dalla musica significa quindi verificare quanto quel simbolo sia ormai autonomo, capace di restare riconoscibile anche quando cambia il supporto su cui viene utilizzato.
È una dinamica sempre più frequente nella cultura musicale contemporanea.
Un’identità artistica forte può vivere attraverso una copertina, un videoclip, un capo, un oggetto o un progetto grafico senza perdere il collegamento con l’artista che l’ha generata.
Nel caso di Guè, il passaggio appare naturale proprio perché il contrasto raccontato dall’ostrica è già presente nel suo linguaggio: qualcosa di ruvido che custodisce qualcosa di prezioso.
La collaborazione lo rende semplicemente visibile in una nuova forma.
Quattordici grafiche tra madreperla e metallo
La capsule Guè x GIZEH comprende complessivamente 14 grafiche originali distribuite su diversi formati.
Quattro sono dedicate alle cartine lunghe con tips, altre quattro alle cartine lunghe e quattro al formato regular. A queste si aggiungono una grafica per gli Active Filters 34 e una per il CombiPack.
A mantenere unita la collezione è il linguaggio costruito intorno all’ostrica: superfici perlescenti, riflessi metallici, iridescenze e richiami alla gioielleria si alternano lungo tutta la linea.
Dall’altra parte del progetto c’è GIZEH, marchio tedesco nato a Colonia nel 1920 e legato da oltre un secolo al mondo delle cartine e degli accessori per il rolling.
Due storie differenti che si incontrano quindi attraverso un tema molto preciso: la possibilità di trasformare un oggetto quotidiano in uno spazio nel quale far vivere un immaginario.
Un simbolo che continua a muoversi
La collaborazione non modifica il linguaggio di Guè, ma ne porta una parte altrove.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante: l’ostrica rimane la stessa, così come restano riconoscibili i contrasti e i riferimenti che la circondano. A cambiare è soltanto il luogo in cui viene utilizzata.
Un modo per mostrare come un’identità musicale possa continuare a espandersi anche fuori dalle canzoni, quando i simboli costruiti nel tempo sono abbastanza forti da reggere da soli.
La capsule Guè x GIZEH sarà disponibile in edizione limitata nelle tabaccherie e presso i rivenditori autorizzati a partire da metà ottobre 2026.










