Esce venerdì 2 ottobre 2026 “Furnace Creek”, il nuovo singolo dei Suez, distribuito da Believe Music Italy. Un brano che prende il nome da uno dei luoghi più estremi del pianeta per trasformarlo in una dimensione interiore: un punto di passaggio in cui non è più possibile evitare ciò che si è, ciò che è accaduto e ciò che ci aspetta.
Al centro del brano ci sono eventi profondamente umani, ma “Furnace Creek” non cerca una morale né una via di fuga: racconta quel momento preciso in cui la vita presenta il conto e chiede di essere attraversata, con le sue contraddizioni, le paure e le possibilità ancora aperte. A cambiare prospettiva è soprattutto lo sguardo di un bambino, capace di osservare la realtà con una semplicità che gli adulti sembrano avere progressivamente perduto. È attraverso quello sguardo che emerge una domanda tanto semplice quanto difficile: quanto siamo davvero capaci di entrare nel mondo di qualcun altro, soprattutto quando quel mondo ci costringe a rivedere noi stessi?
“Furnace Creek” si inserisce nel percorso di una band che ha iniziato la propria storia nei primi anni Duemila e che, nel corso di oltre vent’anni, ha continuato a confrontarsi con le trasformazioni della società e con le inquietudini del proprio tempo. Dopo “Illusion Of Growth” (Seahorse Recordings, 2013) e “The Bones of the Earth” (Cagnin Records, 2021), i Sueztornano oggi a parlare da una posizione diversa: quella di chi ha attraversato abbastanza anni da poter guardare al passato senza nostalgia e al presente senza illusioni. Nel loro nuovo capitolo, il tempo diventa infatti una materia con cui fare i conti. I Suez del 2026 rivendicano l’età, l’esperienza e tutto ciò che comportano: le relazioni che cambiano, le certezze che si consumano, le paure che non scompaiono semplicemente crescendo. E soprattutto la necessità di interrompere un silenzio durato troppo a lungo.
“Furnace Creek“ non è solo la località più calda della terra, è un luogo immaginifico dove si intrecciano le strade della vita. Un luogo dove per la prima volta vieni messo di fronte alla tua più intima natura, dove sei nudo di fronte alla realtà, dove sei costretto a fare i conti con te stesso. Una separazione, un bambino, un padre. Gli avvenimenti si susseguono, non esistono momenti migliori, esiste semplicemente il momento esatto in cui le cose accadono e le affronti, ne vedi luci ed ombre, precipizi e speranze. “Furnace Creek” è il sogno di un bambino, attraverso la sua capacità di vedere il mondo con occhi diversi. Con quella semplicità che ti lascia disarmato: sarò mai in grado di essere parte del suo mondo?
“Non mi interessa se ho ragione
puoi congelarmi con i tuoi occhi
ma so che non sono lucciole ma grandi aquiloni
affinché tu possa volare”
SUEZ
“FURNACE CREEK” è il nuovo singolo
SCOPRI IL BRANO: https://bfan.link/furnace-creek

Prodotto da Suez & Andrea Cola
Luigi battaglia: voce e synth
Emily Capanni: voce
Ivan braghittoni: chitarra
Marcello Nori: batteria
Manuel Valeriani: basso
Andrea Cola: mix
Marcella Magalotti: foto
registrato a Cesena tra il 2025 e il 2026 presso Suez Studio e StoneBridge Studio
Master realizzato da Andrea ‘Bernie’ De Bernardi – Eleven Mastering
BIO:
Non è mai stata una questione di opportunità, di vanità. Non è mai stata una questione di strumenti, accordi e melodie. Non è mai stata una questione di protagonismo. È sempre e solo stata la necessità di comunicare, raccontare e raccontarci.

La band dei Suez si è formata ad inizio anni 2000, in un contesto radicalmente diverso rispetto a quello attuale, così diverso che sembrano passati secoli, non soltanto 20 anni. Un mondo ferito, naufragato nella tragedia dell’11 settembre, deflagrato negli scontri del G8 di Genova, un mondo plasmato da una crescente indifferenza. Ci ritroviamo, oggi, una società che prolifera nel paradosso, l’immediata soddisfazione del desiderio ha spazzato via qualsiasi forma di solidarietà, comunità. Tutto si piega alla volontà dell’individuo, al centro di tutto, a discapito della collettività. Non esiste un’idea di futuro, il sogno di costruire un mondo migliore, anche a costo di spezzare i vincoli con il passato, imparando dagli errori, per inseguire un ideale. La musica fa parte del gioco, oggi più di ieri, non c’è più speranza, denuncia, impegno sociale, storie da raccontare, momenti da fissare nella memoria, ma soltanto il successo, il denaro, l’arrivismo sociale.
I Suez cercano quindi di raccontare ciò che ci circonda, il contesto culturale, sociale, sempre in prima persona, senza farci influenzare da mode e opinioni; ciò che i nostri occhi hanno visto, direttamente, con il filtro della soggettività, perché non c’è nulla di più vero di ciò che hai vissuto. Una società che trita ogni ostacolo, fagocita l’individuo e lo trascina in una deriva di infinita solitudine.
La band ha affrontato l’illusione della crescita (con l’album “Illusion Of Growth” – Seahorse Recordings, pubblicato nel 2013) personale, economica e culturale, in un contesto già profondamente in crisi. Hanno scavato nelle viscere della terra (“The Bones of the Earth” – Cagnin Records 2021), raccolto i cocci, scoperto che i ragazzi devono piangere, raccontato la sofferenza dentro le mura di casa, della quotidianità e del mondo segnato da crescenti conflitti, disuguaglianze sociali, disumanità. Nel 2026 si confrontano con i nostri demoni, i demoni del nostro tempo, che fanno colazione insieme a noi, dormono accanto a noi, fanno parte delle nostre vite, come fosse la cosa più normale del mondo. Logorano il nostro tempo, le relazioni, amplificano incertezze e timori, fanno parte del nostro viaggio e non ci abbandonano mai.
I Suez del 2026 sono:
Luigi Battaglia, Ivan Braghittoni, Emily Capanni, Marcello Nori e Manuel Valeriani.
I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti.
I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti.
I Suez del 2026 non possono prolungare il silenzio e vogliono farlo sapere a tutti.





